Carta ADI, l’errore da non fare se devi ritirarla in Posta: rimandano indietro

Carta ADI, la procedura di ritiro errata può avere conseguenze spiacevoli. Quali accorgimenti prendere per non fare sbagli.

consegna carta elettronica
Ritiro carta ADI, come si procede senza errori – codiciateco.it

Ormai l’Assegno di Inclusione (ADI) è entrata a pieno regime, nonostante ritardi nei pagamenti e iter burocratici che in qualche contesto locali non funzionano in modo adeguato. Questo contributo prende il posto del Reddito di Cittadinanza, ma alcuni passaggi nella sua assegnazione sono diversi. Come cambiano diversi requisiti. Tra gli aspetti comuni dei due sostegni possiamo indicare la carta elettronica ricaricabile, emessa da Poste italiane, sulla quale l’INPS ricarica la somma percepita ogni mese.

Proprio con la carta è possibile fare acquisti, dei prodotti consentiti, pagare le bollette e ritirare i contanti nella misura consentita, che varia per ogni singolo nucleo familiare beneficiario. Ma le due carte sono diverse e va da sé che il nuovo contributo è erogato su un supporto cartaceo diverso. Quindi il beneficiario, anche già percettore del RdC, deve ritirare la nuova carta, seguendo regole specifiche.

Carta ADI, cosa evitare per non avere problemi con l’erogazione del contributo

spesa con carta
Carta ADI, per le spese consentite – codiciateco.it

Se l’Assegno di Inclusione è un aiuto che coinvolge e impegna tutta la famiglia, basta pensare alla sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD) che coinvolge tutti i membri della famiglia con le eccezioni previste dalla normativa, la carta ha un intestatario preciso. Si tratta di colui o colei che hanno presentato l’istanza all’Istituto di previdenza sociale.

La carta ADI ha dunque un carattere personale e deve essere ritirata dal richiedente. Quindi i ritiro deve avvenire personalmente presso l’ufficio postale indicato. All’atto del ritiro si devono presentare un documento di identità in corso di validità e il numero di codice fiscale. Il ritiro avviene solo se la domanda è stata accolta con esito positivo, dopo l’iscrizione al portale SIISL (Sistema informativo per inclusione sociale e lavorativa).

La conferma dell’accoglimento della domanda arriva dal portale stesso o tramite e-mail o sms. Con la comunicazione si informa l’interessato che è anche possibile ritirare la carta ADI. Ma a questo punto non si devono fare errori. La carta, come detto è personale, e deve ritirata dal diretto beneficiario. Se in famiglia sono presenti due percettori, ambedue devono presentarsi alle Poste.

Quindi solo se si va di persona all’ufficio postale si può ritirare la carta ADI. Altrimenti la carta torna indietro. Inoltre, come confermato dall’INPS con un suo messaggio, se non si riceve correttamente la comunicazione, ma si è lo stesso beneficiari del contributo (informazione che si recupera facilmente sul portale INPS, accedendo con le credenziali personali SPID, CIE e CNS). si può ritirare lo stesso la carta.

Anche in questo caso è il beneficiario a doversi presentare di persona alle Poste, ma la carta ADI è consegnata al cittadino titolare, anche se non ha ricevuto il messaggio relativo. Basta portare documento e codice fiscale, come nel caso precedente.

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