Tecnologia

Usi app Poste italiane? Scatta l’allarme: cosa hanno scoperto

Fai molta attenzione se anche tu usi l’app di Poste Italiane, perché è da poco scattato un importante allarme: cosa sta succedendo

Allarme Poste Italiane, cosa succede (codiciateco.it)

Ebbene sì, sembra proprio che un’inaspettata e travolgente tempesta si stia ora abbattendo sui mari di uno dei servizi più conosciuti e anche più utilizzati nel nostro Paese: stiamo parlando proprio dell’applicazione di Poste Italiane.

Il servizio è finito proprio in questi giorni al centro di una polemica a dir poco notevole e soprattutto che non sembra volersi esaurire tanto presto: ma cosa sta succedendo?

Poste Italiane, è subito allarme

Allarme Poste Italiane, cosa succede (codiciateco.it)

Ebbene sì, sembra proprio che ci sia una novità per quanto riguarda l’utilizzo della più che nota e diffusa applicazione di Poste Italiane e che, proprio questo cambiamento, abbia contribuito a lanciare non poco in allarme tutti gli utenti che ogni giorno si servono dei suoi servizi in modo quotidiano e frequenti. Il programma, infatti, sembra ora voler chiedere all’utente iscritto la possibilità di avere accesso ai propri dati conservati all’interno del cellulare per poter usufruire dei servizi messi a disposizione.

Questa novità, come possiamo ben immaginare, ha dato inizio a una vera e propria ondate di polemiche che ha visto protagonista proprio l’app di Poste Italiane. Secondo molti, e come denunciato anche da Altroconsumo, questa decisione potrebbe rappresentare in piena regola una presunta e dunque minacciosa per questo violazione della privacy degli utenti che ogni giorno si servono dell’applicazione messa a disposizione dalla società. Una scelta, questa, che ha lasciato non poche persone sorprese e che soprattutto ha sollevato anche qualche perplessità in merito alla chiarezza di questa nuova decisione.

Altroconsumo agisce contro Poste Italiane

A destare ancora più sospetto non è solo questa nuova e inaspettata linea di condotta portata avanti da Poste Italiane, ma anche in realtà la poca chiarezza dimostrata e dunque trasparenza nei confronti dei propri utenti. Davanti la sollecitazione di condividere i propri dati personali e di archiviazione per poter accedere ai servizi dell’applicazione, infatti, non sembra essere ulteriore chiarimenti o specifica che permetta di capirne di più o apprendimento la questione. 

La motivazione, secondo quanto spiegato, sarebbe quella di poter verificare la presenza di eventuali software dannosi prima che un utente possa accedere ai servizi, ma la situazione sembra ancora non essere di gradimento per gli utenti. Proprio per questo motivo, e soprattutto per ascoltare quanto più possibile la voce degli utenti, proprio Altroconsumo ha deciso di farsi portavoce di questo gruppi vasto di persone e soprattutto di chiedere quanto prima l’intervento di un Garante per poter aprire un’indagine. Si sta, dunque, cercando di capire quanto sia compatibile questa nuova scelta di Poste italiane con la sicurezza e tutela dei propri clienti.

Simona Contaldi

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