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La pizza più cara di sempre, da 996€: come il ristoratore truffava il cliente

La vicenda del ristoratore e della maxi-truffa verso i clienti ha sconvolto tutti: faceva pagare una pizza 996€. Incredibile come ci riusciva! 

Faceva pagare una pizza 996 €: la truffa (Codiciateco.it)

La vicenda del ristoratore italiano sta sconvolgendo tutto il Paese: ha messo in atto un’incredibile truffa ai danni dei propri clienti, con il trucchetto del malfunzionamento del Pos. Faceva pagare una pizza ben 996€ euro: una follia.

Parliamo di un ristorante di Busto Arsizio, nel Varesotto: la vittima del raggiro era un cliente abituale che usava presentarsi almeno una volta a settimana per gustare una pizza. Nel tempo, aveva instaurato un rapporto di amicizia col proprietario del locale, totalmente ignaro di essere diventato il bersaglio di una ridicola truffa. Attualmente, il ristoratore è sotto processo: conosciamo i dettagli del caso.

Busto Arsizio, la truffa della pizza: la faceva pagare 996€

Truffa a Busto Arsizio: una pizza 996€ (Codiciateco.it)

La vittima della truffa, consumatasi tra marzo e giugno 2021, era arrivato a pagare una pizza quasi mille euro, lasciando al locale ben 6500 euro in meno di quattro mesi. La notizia è stata resa nota dal giornale La Prealpina: oggi il proprietario del ristorante è accusato di truffa aggravata da abuso di prestazione d’opera. E’ stata la moglie del cliente derubato ad accorgersi del danno subito: dopo un prelievo, aveva ricevuto il messaggio dal suo istituto di credito che la avvisava del superamento della soglia d’uscita mensile di 5mila euro. Attraverso un controllo dei movimenti associati al conto corrente, la coppia si è resa conto delle cifre sborsate verso il ristorante che frequentavano ogni venerdì sera (a proposito di cifre sborsate a ristorante, sai quanto sarebbe costata una pizza in lire negli anni ’80 con i prezzi di oggi?).

Stando a quanto ricostruito dalle indagini dei Carabinieri, il ristoratore si è avvalso del trucco del malfunzionamento del Pos per derubare i clienti. Al momento del pagamento, asseriva di avere problemi di linea, costringendo il cliente a ripetere più volte l’operazione. Ognuno di questi tentativi, in realtà, rappresentava un prelievo dal conto corrente. Sul momento, la vittima non si è mai insospettiva per via della fiducia e del rapporto d’amicizia che la legavano al proprietario della pizzeria. In realtà, il nome di quest’ultimo era già ben noto alle forze dell’ordine in quanto consumatore di sostanze stupefacenti e frequentatore di persone già condannate per reati contro il patrimonio, contro la pubblica amministrazione o furti vari.

Emanuela Toparelli

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