Una particolare categoria di pensionati può richiedere una maggiorazione della pensione che può arrivare fino a 687, ma c’è bisogno di presentare domanda.
Percepire una pensione oggi, nella maggior parte dei casi, significa fare molta, moltissima difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Certo l’indicizzazione dell’inflazione e, di conseguenza, dell’aumento del costo della vita determinano un aumento delle pensioni di anno in anno. Generalmente però si tratta di aumenti che poco e nulla fanno riescono a fare di concreto -consideriamo, per esempio, la rivalutazione all’1,6% prevista per il prossimo anno e che influirà in primis sulle pensioni minime-.
Per questo si cerca di sfruttare quante più maggiorazioni possibili. In alcuni casi però, pur avendone diritto per riuscire ad ottenerle è indispensabile presentare una domanda. Come nel caso dell’assegno di vedovanza. Si tratta di un assegno che permette al coniuge superstite di continuare a percepire gli assegni familiari per se stesso. L’assegno può raggiungere anche una cifra importante che sicuramente, aggiunta alla pensione, può fare la differenza, ma come vedremo può essere richiesta solo da una determinata categoria di pensionati e sono in determinate circostanze.
L’assegno di vedovanza rappresenta una delle maggiorazioni più interessanti e cospicue da tenere sott’occhio in ambito pensionistico. Questo perché permette di ottenere fino a 687,83 all’anno ai coniugi superstiti che percepiscono la pensione di reversibilità. In questi casi l’assegno di reversibilità rappresenta l’unica fonte di reddito per il coniuge e i figli superstiti (tra l’altro la presenza dei figli è elemento fondamentale per ottenere un assegno di reversibilità del 100%), per cui una maggiorazione mensile di circa 52 euro possono sicuramente fare comodo.
L’assegno di vedovanza va a sostituire l’Assegno per nucleo familiare che il lavoratore riceveva per i familiari a carico. Attenzione però, perché per ottenere l’assegno di vedovanza è indispensabile rispettare alcuni requisiti ovvero:
L’assegno di vedovanza prevede due importi a seconda del reddito presentato. Nel caso in cui il reddito sia inferiore ai 33.274 euro si ricevono 52,91 euro al mese per tredici mensilità; mentre nel caso in cui il reddito sia tra i 33.274 e i 37.325 euro si ricevono 19,59 euro al mese per tredici mensilità. A conti fatti nel primo caso si arriva a 687,83 euro nel secondo caso si arriva a 254,67 euro annui.
La domanda per l’assegno di vedovanza va presentata attraverso il portale dell’INPS nella propria area utente o rivolgendosi a CAF e patronati. Qualora se ne abbia diritto e ad accoglimento di domanda, l’Istituto di previdenza versa anche gli arretrati sui 5 anni precedenti.
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