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NasPi, non sempre ti spetta: ti potrebbero però sorprendere tutte le volte che invece puoi richiederla

In caso di licenziamento, puoi richiedere la NasPi? La risposta è: dipende. Non tutti possono ottenere l’agevolazione economica. 

Quando spetta la NasPi? (Codiciateco.it)

L’assegno di disoccupazione non è compatibile con tutti i contratti di lavoro. Prima di tutto, è fondamentale che il rapporto sia quello di un’attività lavorativa svolta in qualità di dipendente. Poi, è necessario che sussistano dei requisiti contributivi minimi previsti dalla legge.

Anche qualora il contratto di lavoro consentisse di ottenere la NasPi, la disoccupazione può essere richiesta esclusivamente quando il rapporto lavorativo termina non per volontà del lavoratore. Facciamo chiarezza in merito e capiamo quali sono tutti i casi in cui spetta l’assegno e quali in cui è inutile avanzare domanda.

Quando si può ottenere l’assegno di disoccupazione?

NasPi, in quali casi si può ottenere? (Codiciateco.it)

Prima di tutto, va chiarito il fatto che per ottenere la NasPi è necessario avere almeno 13 settimane di contributi versati nei 4 anni che precedono l’inizio della disoccupazione e bisogna venire licenziati per giusta causa. Rientrano nei casi di giusta causa anche tutti i comportamenti scorretti del lavoratore che hanno condotto il datore a licenziarlo: ad esempio, un furto in azienda o una ribellione contro il proprio capo. Tutte le volte che si viene licenziati, se sussistono i presupposti, si può percepire la NasPi.

Ovviamente, l’assegno di disoccupazione spetta anche in caso di licenziamento per problemi economici che hanno portato al fallimento dell’azienda, alla cessazione della mansione, al taglio del personale o alla chiusura del ramo d’azienda. Si può ottenere la NasPi anche quando il datore offre un ruolo diverso al lavoratore e quest’ultimo lo rifiuta o se si viene licenziati per inabilità lavorativa a causa di condizioni fisiche particolari. Rientra tra i casi in cui viene accettata la domanda per la NasPi anche il licenziamento dovuto alle troppe assenze causate da una malattia.

Seppur si tratti di un caso molto discusso, non manca dalla lista la possibilità di ottenere la NasPi in caso di assenza ingiustificata. E’ infatti frequente che un lavoratore che voglia essere licenziato smetta di presentarsi sul posto di lavoro. Nonostante si tratti di una grave violazione del contratto di lavoro, comporta un licenziamento per giusta causa e dunque da diritto alla NasPi. Tuttavia, in questo caso specifico il datore di lavoro può richiedere il rimborso del ticket NasPi, vale a dire della tassa sul licenziamento. Questa misura concessa dalla Cassazione è volta a punire chi sceglie la via più furba per aggirare il problema delle dimissioni volontarie che non darebbero diritto alla disoccupazione.

NasPi, i casi in cui puoi richiederla

Nel caso dei contratti a tempo determinato, se si viene licenziati alla sua scadenza si può ottenere la NasPi, purché siamo trascorse almeno 13 settimane di versamenti dei contributi. Al contrario, se ci si licenzia prima della scadenza o non si accetta il rinnovo dopo la scadenza, non si può percepire l’assegno.

La NasPi è concessa in caso di licenziamento su volontà del dipendente esclusivamente in presenza di grave condotta da parte del datore di lavoro, che rende impossibile proseguire il rapporto lavorativo e ci si dimette con decorrenza immediata, senza rispettare il periodo di preavviso. Parliamo di casi di mancato pagamento di più mensilità, gravi ritardi e reiterati nel pagamento dello stipendio, omesso versamento dei contributi, mobbing, straining e altre forme di vessazioni sul lavoro, mancato rispetto del diritto al riposo del lavoratore, nonché delle ferie e permessi, molestie sessuali, demansionamento, svuotamento delle mansioni e protratta inattività.

In caso di richiesta di trasferimento presso un’altra sede, il dipendente può scegliere di rifiutare e licenziarsi pur non perdendo diritto alla NasPi solo se la nuova sede è distante oltre 50 km dall’indirizzo di residenza o se per raggiungerla sono necessari almeno 80 minuti di viaggio con i mezzi pubblici.

Emanuela Toparelli

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