Marzo è il mese dei cambiamenti, cosa accadrà all’assegno unico e universale? Occhio alle novità, potreste trovarvi a dover presentare nuovamente la domanda.
Il 2024 è un anno caratterizzato da due sussidi molto importanti: l’assegno unico e l’assegno di inclusione. Due interventi voluti appositamente dal Governo per fronteggiare la situazione precaria nella quale ci si trova e che coinvolge purtroppo una grossa fetta degli italiani. Un disagio economico che deriva chiaramente da un carovita che dall’anno scorso ad ora continua a paralizzare le famiglie italiane, nessuno escluso.
Quindi il minimo che si possa fare è riconoscere alle classi un po’ più traballanti economicamente un sussidio per consentire loro almeno di provvedere alle spese necessarie, fin quando non riescano a rimettersi in piedi e a rendersi indipendenti economicamente. Questa soprattutto è la ratio su cui si regge l’ADI, a differenza invece dell’assegno unico, ossia quell’intervento che viene riconosciuto alle famiglie aventi dei figli a carico fino a 21 anni di età.
I beneficiari di carta Adi o di Assegno Unico devono prestare attenzione in quanto marzo è un mese molto particolare. Già è stato detto tante volte ma ribadirlo è assolutamente necessario per evitare delle zone d’ombra. Lo scorso 29 febbraio è stato il termine ultimo per presentare l’ISEE aggiornato al 2024, quindi chi non l’ha fatto si vedrà accreditare l’importo base dell’assegno unico previsto ovvero per quelli con ISEE superiori a 45.574,96 euro.
Le famiglie italiane quindi che non hanno presentato l’ISEE aggiornato vedranno come incredibilmente la somma a loro spettante mensilmente verrà ridotta. Ma c’è una bella notizia: se si rimedia all’errore entro il 30 giugno, si riceveranno anche gli arretrati con gli importi esatti. Quindi prestate particolare attenzione per quanto riguarda l’assegno unico.
Ma c’è un altro aspetto che merita di essere sottolineato ovvero che entrambi i sussidi già sopra citati, a marzo ci sarà una modifica, cosa accade?
Tale mese infatti segna la fine dell’accredito dell’assegno unico sulla carta RdC, quindi i percettori devono presentare la nuova domanda per continuare la fruizione dell’assegno. In questo modo avranno le somme versate sull’iban presentato e non più sulla carta di cittadinanza. Già da tempo – inizio anno – INPS si attiva per rendere noto questo aspetto dichiarando appunto che fino a febbraio le somme sono state versate sulla carta del RdC e tenendo conto dell’ISEE valido fino al 31 dicembre 2023. Dopo febbraio è necessario presentare domanda per l’erogazione su IBAN così come avviene per tutti i percettori ordinari.
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