Economia

Tasso fisso o variabile, quale conviene in questo momento?

Tasso fisso o variabile, la decisione migliore alla luce delle recenti decisioni della Banca centrale europea (BCE).

Tassi fissi o variabili, come scegliere (codiciateco.it)

La situazione economica segnala delle decisioni di rilievo della Banca centrale europea (BCE) con riflessi diretti su famiglie e consumatori, soprattutto in tema di mutui e finanziamenti, ma non solo (basta pensare al credito al consumo). Ma prima di vedere di che si tratta, diamo qualche informazioni sui tassi dei mutui.

In questi ultimi mesi, le variazioni al rialzo dei tassi di interesse praticate dalle banche, sulla spinta degli indici europei, hanno determinato una crescita dei tassi variabili, con serie difficoltà  per le famiglie. Infatti, in molti si sono ritrovati con rate mensili del mutuo molto più elevate di quelle iniziali da pagare. Non a caso c’è stato un generale rallentamento del mercato dei mutui immobiliari.

Tasso variabile o fisso cosa scegliere ora

Tassi di interesse, le opzioni per i risparmiatori (codiciateco.it)

Un mutuo a tasso fisso determina un percorso di pagamento del mutuo che non cambia per tutta la durata del pagamento. Non ci sono variazioni causati dalle oscillazioni del mercato e le rate restano sempre uguali. Sono la scelta migliore per chi vuole evitare i rischi delle fluttuazioni di mercato e cerca la stabilità, prevendendo tutto il rientro del prestito.

Si evitano poi i pericoli dell’inflazione, con tassi che non crescono. Tuttavia questa stabilità si paga con dei costi maggiori all’inizio e l’impossibilità di sfruttare eventuali ribassi. Un tasso variabile invece a tassi iniziali più bassi di quelli fissi e la possibilità di risparmiare, in caso di riduzione dei tassi di interesse. Al contrario il rischio è maggiore, con rate che possono diventare insostenibili.

Quindi anche la pianificazione finanziaria dell’investimento è più difficile ed esposta a possibili oscillazioni. La decisione della Banca centrale europea di tagliare i tassi di interesse di 25 punti percentuali potrebbe modificare la situazione, si interrompe una serie molto lunga di rialzi, effettuati per frenare l’inflazione, con un po’ di respiro per i mutuatari alle prese con tassi variabili molto elevati.

Attualmente molte famiglie continuano a preferire i mutui con tassi fissi, che mantengono interessi più convenienti rispetto ai variabili. Tuttavia non si possono escludere ulteriori ribassi nel futuro anche immediato, con altre possibilità di risparmio per gli investitori. La scelta tra le due opzioni dipende dalle esigenze personali e dalla propensione al rischio, cioè dalla possibilità di far fronte a imprevisti aumenti degli interessi da pagare.

Il tasso fisso resta una scelta prudente, anche se meno allentante del tasso variabile. vanno prese in considerazioni le fluttuazioni economiche europee con le decisioni della BCE in primo piano (potrebbero esserci altri ribassi). Ma occorre valutare bene anche le proprie condizioni finanziarie, anche in prospettiva futura.

Vincenzo Pugliano

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