Economia

TAN e TAEG, le differenze tra i due tassi di interesse

Anche se non tutti ne sono consapevoli, c’è una netta differenza tra i due tassi di interesse in questione: scopri cosa cambia tra TAN E TAEG.

TAG e TAEG, cosa cambia: tutto quello che c’è da sapere (Codiciateco.it)

Gli interessi, tendenzialmente, rappresentano sempre un argomento temuto da parte delle persone. Si tratta, per intenderci, di una cifra da pagare e da riconoscere all’istituto o all’ente che ci ha dato una determinata cifra in prestito. Una quota aggiuntiva, per così dire, rispetto all’importo che è stato chiesto. Si chiede per i mutui al pari dei finanziamenti. Anche banalmente in una pubblicità trasmessa per televisione o in internet, è capitato praticamente a tutti di imbattersi in due sigle di cui però non tutti sanno il significato profondo. Il cosiddetto TAN ed il TAEG. Pur essendo simili formalmente, in realtà dietro ci sono delle differenze notevoli.

Proprio per far chiarezza su quelli che sono i punti di divergenza, abbiamo deciso di realizzare qui un approfondimento, al fine di rendere edotti a tal proposito i nostri lettori. La prima differenza sta nel significato dietro la sigla. TAN, infatti, sta per Tasso Nominale Annuo, mentre il TAEG è il Tasso Annuo Effettivo Globale. Ovviamente di per sé non bastano queste informazioni per capire cosa cambia effettivamente. Per questo andremo adesso ad approfondire questa tematica. Augurando una buona lettura a tutti.

TAN e TAEG: quali sono le principali differenze?

Finaziamento, ecco che cosa cambia tra TAN e TAEG (Codiciateco.it)

Il TAN indica quali sono le condizioni insite nel prestito, come il piano di ammortamento che viene realizzato, la cifra che ogni anno viene riconosciuta come interesse, i tempi necessari che vengono stabiliti per rientrare dal prestito effettuato ed anche la tipologia di tasso di interesse che viene applicato. Esso, infatti, può essere fisso o, in alternativa, variabile (e dopo analizzeremo anche queste differenze in maniera dettagliata). Il riferimento, come detto, stipulato nel contratto, è annuale. Il diretto interessato, dunque, in caso di tasso fisso, può applicare il TAN della rata per 12 per capire il proprio tasso su base annua.

Discorso diverso, invece, per il TAEG. Esso, infatti, indica solo ed esclusivamente quelli che sono i costi relativi alle spese sostenute per il prestito. Esempi sono le spese istruttorie, le polizze assicurative che vengono coinvolte ed altre spese di gestione. Prima di qualunque finanziamento, il nostro consiglio è quello di controllare con attenzione il tasso di interesse per evitare di trovarsi coinvolti in qualcosa di troppo esoso.

Tasso fisso o tasso variabile: che cosa cambia

Il tasso fisso si basa si basa solo ed esclusivamente sul cosiddetto indice IRS e prevede un pagamento di un tasso che resta uguale per tutta la durata del contratto stipulato, mentre il tasso variabile si basa sull’indice Euribor a 3 o a 6 mesi in base al contratto sottoscritto.

Gaetano Pantaleo

Recent Posts

Italia punta a triplicare la capacità nucleare globale: focus su mini reattori e sostenibilità energetica

«Triplicheremo la capacità nucleare». Parole nette, arrivate da Parigi, durante il Vertice sull’Energia Nucleare. A…

17 ore ago

Imprenditori over 60 in aumento: oltre il 36% delle PMI italiane ha titolari anziani

L’età media degli imprenditori italiani supera ormai quota 55 anni. Non è solo un dato…

22 ore ago

Accise mobili carburanti: come funzionano e quanto possono abbassare il prezzo di benzina e diesel

Benzina e diesel volano oltre i 2 euro al litro, e in qualche caso sfiorano…

3 giorni ago

Lotus Eletre X: il SUV elettrico da 952 CV con oltre 1.200 km di autonomia che rivoluziona il mercato

Lotus ha alzato il tiro nel mondo dei suv elettrificati con la sua nuova tecnologia…

4 giorni ago

Google torna indietro: la barra di ricerca dei Pixel diventa più trasparente dopo l’aggiornamento Android 16 QPR2

Nei giorni scorsi, gli utenti dei Pixel hanno notato un cambiamento che non è passato…

5 giorni ago

Occupazione femminile in Italia: cala con i figli ma resta alta tra le laureate con l’81% di lavoro

Il mercato del lavoro in Italia riserva ancora troppe insidie alle donne tra i 25…

5 giorni ago