Con la riforma del catasto sta per arrivare una stangata per tutti gli italiani, più volte annunciata, ora sta diventando realtà.
Sta per giungere una stangata per gli italiani, l’ennesima, dettata dalla riforma del catasto e dell’ISEE, più volte annunciata nel corso del tempo e ora in procinto di diventare realtà, purtroppo. Se il provvedimento resta immutato addirittura dalla fine degli anni ’80, ora potrebbe subire delle modifiche, che incideranno inevitabilmente sul portafoglio dei cittadini.
Con il PAIO, ossia il Piano Integrato di Attività e Organizzazione, elaborato dall’Agenzia delle Entrate per il triennio 2024/2026, sembra che la riforma del catasto sia molto vicina, pronta ad entrare in scena. L’obiettivo del PAIO è quello di adeguare le rendite catastali ai valori di mercato, e fornire una esatta tassazione sugli immobili. Cosa significa?
La riforma del catasto farà inevitabilmente aumentare le tasse sulla casa, incrementando l’IMU, permettendo una maggiore tassazione sugli immobili, nonché una tassazione più adeguata rispetto ai valori di mercato. Gli immobili, dunque, subiranno un nuovo classamento e una nuova rendita catastale, facendo aumentare il costo dell’IMU e delle imposte di registro, che incideranno anche sull’ISEE.
Il problema è che gli italiani subiranno una tremenda batosta, visto che gli esperti stimano un incremento medio di 1.150 euro, passando dagli attuali 896 euro ai 2.046 euro. Secondo Fiscomania, le ricadute sull’ISEE saranno pesanti, perché il valore di una prima casa aumenterà in media di 75 mila euro. Se un immobile ha valore catastale di 25 mila euro, ecco che arriverà a un valore catastale di 100 mila euro.
Naturalmente, ogni immobile ha le sue caratteristiche, perciò non si può fare una stima esatta dell’incremento, ciò dipende dalla zona in cui l’immobile è ubicato, dalla grandezza, dalla fascia energetica, dalle caratteristiche, dalla manutenzione. Insomma, i fattori da considerare sono molteplici.
Certo è che tutti i proprietari di seconde case e di case di lusso, di fabbricati diversi dall’abitazione principale, di terreni agricoli, potrebbero andare incontro a questi indesiderati aumenti, ricevendo una bella batosta. L’IMU si paga tramite il Modello F24, in due rate pari al 50% dell’imposta annuale, oppure in un’unica rata completa. Le due rate si pagano a giungo e a dicembre. Dal 2014, non si paga più l’IMU sulle prime case.
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