Economia

Revoca assegno di mantenimento alla moglie: c’è una novità importante

Assegno di mantenimento del coniuge che cosa è cambiato nell’interpretazione della norma, una novità da tenere assolutamente in conto.

Mantenimento in caso di separazione (codiciateco.it)

Le interpretazioni della norma prendono in considerazione anche i cambiamenti che intervengono negli stili di vita, nelle abitudini, nella cultura, nei costumi. Insomma si considerano tutte le variazioni sociali, economiche e culturali che possono trasformare i comportamenti delle persone. Questo è soprattutto per quanto riguarda le leggi sul diritto di famiglia e sul divorzio in particolare.

Si tratta di una materia molto delicata che investe aspetti emotivi e psicologici, quanto materiali. Quindi i cambiamenti sociali che investono le forme che assumono le relazioni di coppia sono considerati dalla giurisprudenza nella valutazione dei singoli casi. L’assegno di mantenimento è regolato da norme precise, ma anche in questo campo i cambiamenti sociali hanno un peso.

Assegno di mantenimento, che cosa cambia

Mantenimento dopo la separazione, cosa cambia (codiciateco.it)

La Cassazione, con una sua recente sentenza, ha dato un’interpretazione molto importante sull’assegno di mantenimento in relazione ai rapporti degli ex coniugi. Per la revoca dell’assegno divorzile tradizionalmente è stata finora necessaria una convivenza stabile di coabitazione, non una semplice relazione sentimentale, dell’ex coniuge. Si tratta della cosiddetta convivenza more uxorio.

Ora le cose cambiano con la nuova interpretazione data dalla Cassazione. Ora non è più necessaria la convivenza stabile con coabitazione per la revoca dell’assegno di mantenimento. Basta una relazione fissa che preveda un supporto reciproco tra i partner. Il dovere del mantenimento viene meno anche se l’ex coniuge non convive sotto lo stesso tetto con il nuovo partner. Oggi diverse coppie non convivono, come nel caso di coppie con lavori differenti, in città diverse.

In caso di assegno divorzile per l’ex coniuge, se ci sia una nuova stabile convivenza tra una ‘altra persona e l’ex coniuge economicamente più in difficoltà, questi mantiene il diritto all’assegno di mantenimento solo in funzione compensativa. Per avere l’assegno in funzione compensativa, l’ex coniuge deve dimostrare con prove reali del suo contributo alla famiglia, del suo supporto alla costruzione del patrimonio familiare e personale dell’ex coniuge, della sua rinuncia alla carriera lavorativa nel matrimonio.

Per la Cassazione non è sufficiente che i due partner abbiano due dimore diverse, in città differenti, per escludere una relazione more uxorio. Oggi, proprio per i cambiamenti sociali e nel mondo del lavoro, non è raro che una coppia abbia un rapporto a distanza che però si mantiene stabile e di aiuto reciproco, influendo così sul mantenimento.

Questo comporta per gli ex coniugi una conseguenza di rilievo: una semplice relazione, anche senza prove di convivenza stabile, può determinare la revoca del diritto al mantenimento. Indipendentemente dalla coabitazione, una nuovo rapporto può avere effetti sull’assegno di mantenimento.

Vincenzo Pugliano

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