Svolta per quel che concerne il mondo legato al Reddito di Cittadinanza: alcuni cittadini ne perdono il diritto a causa di questa malattia.
Il Reddito di Cittadinanza è stata forse in senso assoluto una delle misure prese dallo Stato più discusse, amate ed al contempo odiate degli ultimi 20 anni. Pensato come uno strumento finalizzato a dare un sostegno alle fasce più deboli della popolazione, con l’obiettivo di inserirle al contempo nel mondo del lavoro aiutando le persone a formarsi. Le cose, poi, sono andate diversamente, dal momento che il progetto è proprio caduto sul secondo punto, vale a dire sull’inserimento occupazionale di questi profili.
Nonostante questa misura sia stata portata alla fine dal Governo Meloni (non è più in vigore a partire dal 31 dicembre del 2023), si continua a parlare in maniera insistente di ciò. In tal senso, una sentenza che arriva addirittura dalla Corte Costituzionale e che fa molto discutere. Si tratta di una sentenza per così dire storica, dal momento che cambia e di molto la percezione che si aveva di questo strumento messo a disposizione delle persone. Chi, infatti, ha questa determinata malattia o patologia che dir si voglia non può usufruire di questo strumento. Andiamo a vedere precisamente come stanno le cose. Buona lettura a tutti.
La sentenza n.54 del 2024 emessa dalla Corte Costituzionale rischia di cambiare molto nell’immaginario collettivo l’idea del Reddito di Cittadinanza. E’ stato stabilito, infatti, che la misura di assistenza in questione non può aiutare persone che hanno ottenuto delle vincite legate al gioco d’azzardo che hanno messo loro nelle condizioni di superare le soglie di accesso al Reddito. E questo avviene anche nel caso in cui, a causa poi di successive perdite, si torna di nuovo sotto quella soglia fissata per ottenere quel beneficio.
Tutta la questione è nata a causa di un uomo di Foggia che aveva omesso di dichiarare alcune vincite legate al gioco d’azzardo ed aveva ottenuto il Reddito di Cittadinanza. Chi percepiva questa misura, però, non poteva spendere l’importo in questione per tentare la fortuna dal momento che va contro l’idea alla base di questa legge. Ricordiamo, poi, che ci sono stati anche difficoltà per gli ultimi pagamenti del RdC. Insomma, con la ludopatia, a tutti gli effetti una malattia, ci si gioca la possibilità di usufruirne.
La questione legata alle perdite è così spiegata. Chi vince e finisce per dissipare quanto portato a casa è paragonabile a chi sperpera tutti i propri averi. Insomma, si tratta di una sentenza che finisce per spegnere le ultime polemiche relative al RdC, ormai consegnato praticamente in via definitiva alla storia.
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