Politiche agricole, quali sono le proposte italiane all’Europa

Politiche agricole, che cosa propone il Governo italiano per un settore fondamentale tra economia e ambiente.

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Lavoro agricolo, l’intervento italiano all’Agrifish (codiciateco.it)

Si svolgerà a breve un importante incontro internazionale nell’ambito dell’Agrifish, il Consiglio agricoltura e pesca, composto dai 27 ministri dell’agricoltura e della pesca dei paesi membri dell’UE. Tra le competenze di questo organismo le politiche comuni dei Paesi comunitari in tema di agricoltura e pesca. Un Consiglio molto importante quindi con compiti estremamente delicati.

Uno degli argomenti in discussione sarà proprio la Politica agricola comune (PAC), al centro delle vivace proteste del mondo degli agricoltori nelle ultime settimane. Proprio su questo tema, come anticipato da Il Sole 24 Ore, l’Italia presenterà una proposta di modifica con un No Paper, preparato dal ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, sotto la guida del ministro Francesco Lollobrigida.

Politiche agricole, cosa bisogna cambiare secondo l’Italia

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Agricoltura, il No paper italiano (codiciateco.it)

Il documento italiano sottolinea l’inadeguatezza della PAC, redatta prima dell’emergenza Covid e della crisi internazionali in Ucraina e in Medio Oriente, non sostenibile economicamente con i tagli degli aiuti agli agricoltori UE.  Soprattutto alla luce della spinta dell’inflazione e dell’aumento degli interessi sui mutui che hanno in ginocchio tutto il settore.

Il documento italiano sarà discusso anche in sede di Consiglio dei Capi di Stato e di Governo in programma a marzo.  In quell’occasione l’agricoltura sarà uno degli argomenti all’ordine del giorno. Nello specifico il No Paper presentato dal ministro Lollobrigida chiede l‘incremento delle risorse del budget per le politiche agricole europee. Ciò poiché l’attuale si è dimostrato insufficiente per equilibrare sostenibilità economica e ambientale.

La liberalizzazione degli scambi, nel giudizio italiano non ha dato buoni risultati. Al centro della politica dell’Unione devono essere la difesa del reddito degli agricoltori e il rafforzamento della sovranità alimentare europea. Il documento propone degli obiettivi a breve termine come una moratoria sui mutui, con un ritorno a degli aiuti legati alle produzioni e al sostegno dei prezzi. Importante, a questo fine, lo strumento degli stoccaggi.

Altro tema caldo, di portata più strutturale, lo stimolo della direttiva europea contro le pratiche sleali, connessa alla trasparenza dei mercati e alla difesa del potere contrattuale degli agricoltori. A questo proposito un tema delicato è quello relativo agli accordi internazionali. In particolare quelli con il Mercosur fortemente criticato dai produttori europei. Gli agricoltori sudamericani non hanno i vincoli ambientali cui sottoposti invece quelli europei.

Questo rischia di creare una condizione di concorrenza sleale e favorire le importazioni di prodotti agricoli dal Sudamerica, sfavorendo le produzioni del vecchio continente. Tra le misure immediate proposte dall’Italia la cancellazione della norma della messa a riposo dei terreni. Occorre una valutazione differente del ruolo ambientale dell’agricoltura, senza eliminare i vincoli ecologici. Infatti in territori ricchi di valenza ambientale con siepi, incolto, aree cespugliate, fossi, alberature, non serve obbligare gli agricoltori a mettere a riposo parte dei terreni aziendali.

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