Pensione reversibilità, percentuali e tutti i familiari che ne hanno diritto

Pensione di reversibilità, tutti i famigliari interessati: non solo coniuge e figli ma spetta anche a loro. Ecco in quali casi e con quali percentuali nel dettaglio 

pensione reversibilità
Pensione di reversibilità: tutti i familiari interessati – CodiciAteco.it

La pensione di reversibilità è una delle principali misure di sopravvivenza della previdenza italiana, perché questa garantisce infatti un reddito continuativo e concreto ai familiari superstiti di un pensionato deceduto. Soprattutto se il suo doveva essere l’unico reddito in casa, la dipartita significherebbe infatti non solo immenso dolore ma anche grossi problemi economici all’orizzonte con l’impossibilità di andare avanti specialmente se il coniuge ha una certa età e appunto non presenta reddito. Tale misura invece funziona proprio per evitare questo drammatico scenario.

Erogata dall’INPS come tutte le altre, aiuta dunque a contenere l’impatto economico che ne verrebbe con la principale fonte di reddito o comunque una buona parte di essa. Non spetta infatti solo al coniuge che che non ha un’altra forma di sostentamento, ma a chiunque e a prescindere al netto considerando poi tutti i limiti che ne porterebbero una riduzione della percentuale.

Pensione di reversibilità, limiti reddito e percentuali

pensione di reversibilità e reddito
Pensione di reversibilità: quando spetta e cosa bisogna sapere – CodiciAteco.it

Fino a un reddito di €20.489,82 non ci sarebbero tagli, mentre cala del 25% nel caso si andasse oltre e del 40% superando il limite reddituale di 27.319,76. Così come spetterebbe appena le metà, dunque -50%, lì dove il superstite avesse un limite di €34.149,70. Come funziona invece per le percentuali ereditarie? Chi ha diritto al 100% per esempio e chi di meno? Perché questi tagli vanno poi applicati sulla percentuale che si eredita che, come intuibile, non è ovviamente uguale per ogni familiare che potrebbe essere coinvolto o per ciascuna circostanza.

Le aliquote come si legge sul sito dell’istituto nazionale della previdenza sociale sono le seguenti:

  • coniuge solo: 60%;
  • coniuge e un figlio: 80%;
  • coniuge e due o più figli: 100%.

Quando la pensione di reversibilità spetta anche ai fratelli del defunto

Lo scenario prenderebbe ramificazioni diverse però in caso di assenza di un coniuge o di figli. A quel punto subentrerebbero altri membri della famiglia, ecco lo scenario:

  • un figlio: 70%;
  • due figli: 80%;
  • tre o più figli: 100%;
  • un genitore: 15%;
  • due genitori: 30%;
  • un fratello o sorella: 15%;
  • due fratelli o sorelle: 30%;
  • tre fratelli o sorelle: 45%;
  • quattro fratelli o sorelle: 60%;
  • cinque fratelli o sorelle: 75%;
  • sei fratelli o sorelle: 90%;
  • sette o più fratelli o sorelle: 100%.

Dunque in assenza dei membri del principale schema si passerebbe al secondo e che riguarderebbe, eventualmente ci fossero ancora, anche i genitori del pensionato deceduto o a scalare ai suoi fratelli. Se la quota in caso di appena uno o due fratelli è decisamente contenuta, cambia lo scenario lì dove dovesse trattarsi di una famiglia estremamente numerosa: a quel punto come si evince scatterebbe il 100% addirittura, anche se significherebbe comunque lo stesso scenario di circa il 15% tra le varie quote da suddividere.

La domanda si può fare on line all’INPS attraverso il servizio dedicato sul sito ufficiale o con l’aiuto di Caf o patronati. C’è anche una modalità telefonica per procedere, ovvero telefonando al contact center al numero 803 164 gratuito da rete fissa oppure al 06 164 164 da rete mobile col costo che dipenderebbe in questo caso dal gestore che si utilizza. Per i tempi si è all’incirca sui 30 giorni, anche se alcune situazioni potrebbero far slittare i tempi per ulteriori accertamenti: è proprio il caso, per esempio, di quando subentrano innumerevoli fratelli.

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