Chi possiede Alexa, avrà provato almeno una volta ad offenderla per divertimento. Tuttavia, se finora le sue risposte sono state blande, adesso le cose stanno per cambiare.
Non converrà più offendere Alexa per puro divertimento: adesso l’assistente virtuale di Amazon è stato istruito per rispondere alle provocazioni. All’ordine del giorno, Alexa riceve milioni di domande e richieste da clienti di tutto il mondo. Allo stesso modo, purtroppo, riceve anche offese ed insulti seppur in quantità inferiore rispetto ai “ti voglio bene” e dichiarazioni d’affetto varie.
Per il 2023, sono stati registrati diversi “sei un idiota”, “sei bruttissima”, “fai schifo”. Finalmente, la festa è finita per chi si intrattiene insultandola: a partire dall’8 marzo 2024, cogliendo l’occasione della Giornata internazionale della donna, Alexa collabora con ActionAid al fine di sensibilizzare più persone possibile all’impatto della violenza verbale, mettendone in luce i rischi. Sono state prese in prestito delle voci per diffondere dei messaggi educativi in risposte agli insulti.
E’ chiaro che davanti agli insulti, lo stato emotivo di Alexa non cambia. Tuttavia, l’assistente virtuale d’ora in avanti spiegherà quale impatto possa avere quell’offesa se rivolta ad una persona in carne ed ossa. L’abuso verbale, purtroppo, è una realtà diffusa e dolorosa. L’uso di un linguaggio e un tono aggressivi possono far scaturire dei sentimenti di paura, disagio e sfiducia verso sé stessi.
D’ora in avanti, Alexa fornirà agli utenti delle informazioni e degli approfondimenti legati a questa tematica. Basterà chiedere all’assistente virtuale la sua opinione in merito incalzandola con “Alexa, dì la tua”. Allo stesso modo, in caso di messaggi d’insulto o offesa, la donnina digitale non resterà più in silenzio o non utilizzerà frasi blande per rispondere: scalderà i toni e sottolineerà le conseguenze della violenza verbale e il suo essere in grado di lasciare dei solchi profondi nella salute e nella vita sociale delle persone che la subiscono. Questo aggiornamento si è purtroppo reso necessario in seguito alle statistiche che vedono quasi 9 donne su 10 vittime di violenza psicologica.
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