Se è terminato il sussidio Naspi, puoi far subito richiesta per l’AdI: scopri se anche tu puoi percorrere questa strada e quando è possibile.
La NASpi come è noto è il sussidio che viene riconosciuto ad un lavoratore nel momento in cui viene licenziato o comunque si ritrova senza impiego per ragioni diverse dalle dimissioni. Essa è a disposizione a partire dal primo maggio del 2015, data a partire dalla quale ha sostituito i precedenti assegni di disoccupazione. Essa spetta a partire dall’ottavo giorno di disoccupazione ma, chiaramente, non si tratta di una soluzione vitalizia. Proprio per questo, al momento della conclusione di questa forma di retribuzione, andiamo a vedere cosa può fare chi si ritrova senza alcuna entrata.
C’è la percezione nel Paese, però, che la NASpi e l’Assegno di inclusione non sono soluzioni compatibili tra di loro. Ciò vuol dire, per intenderci, che si può usufruire dell’uno o dell’altro. La base economica di questo provvedimento che va sotto il nome di ADI è che la famiglia abbia un ISEE pari o inferiore a 9.360 euro. Inoltre, il reddito familiare deve essere non superiore a 6.000 euro annui, moltiplicati per il parametro di riferimento nella scala di equivalenza. Quest’ultimo, infatti, spetta ai nuclei familiari che contengono al loro interno almeno un disabile, un minorenne, un ultrasessantenne o un profilo, per così dire, svantaggiato. L’INPS, dunque, accetta le domande per questo assegno solo a queste condizioni.
Come detto, si ritiene che questi due strumenti siano incompatibili tra di loro. I sussidi di disoccupazione, però, rientrano a tutti gli effetti tra i redditi di una famiglia e dunque è a dir poco complicato avere i parametri anche per l’Assegno di Inclusione se se ne prende uno. Terminata la disoccupazione, però, si può tranquillamente fare domanda per l’AdI ed è, se non ci sono altri redditi che entrano nel nucleo familiare in questione, scontato che esso venga riconosciuto.
La NASpi e l’ADI sono compatibili, a differenza di quanto si crede, tra di loro e di conseguenza possono essere ottenute entrambe. Chiaramente sempre rispettando le indicazioni fornite in precedenza. Quindi stato di disoccupazione maturato non per volontà e, in più, reddito sotto determinate soglie. Va da sé, quindi, per rispondere alla domanda che ci siamo posti, che una volta terminato il sussidio che va sotto il nome di NASpi, si può tranquillamente fare domanda per l’assegno di inclusione. Per le nuove domande Naspi, ecco invece come fare.
Per i lavoratori stagionali che hanno iniziato ad usufruire della NASpi da dopo l’estate, il sussidio in questione terminerà tra marzo ed aprile (a seconda ovviamente della data di fine lavori). Da quel momento, puoi dunque tranquillamente fare domanda per l’Assegno di Inclusione.
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