Categories: Tecnologia

Missione MMX: il 19 ottobre parte l’esplorazione delle lune di Marte per svelarne il mistero

Phobos e Deimos, le due minuscole lune che orbitano intorno a Marte, rimangono un enigma irrisolto. Per decenni, gli scienziati si sono arrovellati su un dubbio cruciale: sono asteroidi catturati dalla gravità del pianeta rosso o frammenti nati da un gigantesco impatto miliardi di anni fa? Ogni ipotesi porta con sé una storia diversa sulle origini del nostro Sistema Solare.

Lo spazio, però, non facilita le risposte. Da lontano, questi corpi celesti sfuggono a una comprensione precisa. Così, nel 2026, una nuova missione si prepara a partire. La JAXA, l’agenzia spaziale giapponese, affiancata dalla NASA e da altri partner internazionali, lancerà la sonda MMX da Tanegashima. L’obiettivo? Studiare da vicino quelle lune misteriose e svelarne finalmente i segreti.

MMX, la missione che scende in campo: lancio e obiettivi

La partenza è fissata per il 19 ottobre 2026 alle 21:41 ora italiana, dal centro spaziale di Tanegashima, a bordo di un razzo H3, il nuovo gioiello del Giappone. Dopo circa nove mesi di viaggio, la sonda arriverà in orbita attorno a Marte nell’agosto 2027. Da lì inizierà l’osservazione ravvicinata di Phobos e Deimos.

La missione punta a raccogliere dati diretti mai ottenuti prima. MMX rimarrà per mesi ad analizzare le lune, studiandone composizione, forma, superficie e il modo in cui si muovono intorno a Marte. Serviranno a capire se si tratta davvero di asteroidi intrappolati o di frammenti nati da un impatto. Considerando che le lune sono piccole, meno di 30 chilometri di diametro, le informazioni raccolte potrebbero rivelare dettagli fisici e chimici senza precedenti.

Il pezzo forte del progetto è il ritorno sulla Terra di campioni di suolo prelevati da Phobos. Questi materiali potranno essere studiati in laboratorio, superando i limiti delle osservazioni fatte solo da telescopi o sonde in orbita.

Phobos e Deimos: piccole lune, grandi interrogativi

Non sono semplici sassi che girano attorno a Marte. Phobos, con i suoi 22 chilometri di diametro circa, è la luna naturale più vicina al pianeta in tutto il Sistema Solare. Deimos, più piccola e lontana, misura intorno ai 12 chilometri e si muove più lentamente nella sua orbita. Entrambe sono coperte di crateri, ma la loro composizione e forma presentano differenze che hanno fatto nascere diverse ipotesi sulla loro origine.

La teoria più accreditata le vede come asteroidi catturati dalla fascia principale tra Marte e Giove. Questo spiegherebbe la loro forma irregolare e alcune caratteristiche della superficie. Però, catturare e mantenere due corpi così piccoli richiede condizioni molto precise, e molti esperti dubitano che Marte possa averli trattenuti così a lungo.

L’alternativa è che siano nate da un impatto violento. Un protopianeta o un grande asteroide avrebbe colpito Marte miliardi di anni fa, scagliando nello spazio detriti che si sono poi uniti formando Phobos e Deimos. Se fosse vero, questa ipotesi cambierebbe il modo in cui vediamo la formazione di Marte e le prime fasi del Sistema Solare.

MMX e la collaborazione globale: un modello di scienza condivisa

La missione MMX è anche un esempio importante di collaborazione internazionale. La JAXA guida il progetto e si occupa del lancio e del controllo della sonda, mentre la NASA fornisce strumenti scientifici e supporto tecnologico. Contribuiscono anche università e centri di ricerca di vari paesi interessati allo studio di Marte e delle sue lune.

Questa cooperazione permette di mettere insieme risorse e competenze, aumentando le chance di successo. L’idea è di analizzare i dati da più angolazioni: geologia, chimica e anche alla ricerca di eventuali tracce di materia organica.

Il coinvolgimento internazionale assicura poi che i campioni raccolti su Phobos vengano esaminati con diverse tecniche all’avanguardia. I risultati aiuteranno a costruire un quadro più chiaro dell’evoluzione di Marte e del suo ambiente, e offriranno nuovi spunti per capire le origini del Sistema Solare.

La missione MMX è alle porte. Tra pochi anni potremo avere risposte dirette sulle origini di queste piccole lune e ampliare la nostra conoscenza del cosmo, aprendo nuove strade nello studio dei corpi minori del Sistema Solare.

Redazione

Recent Posts

Windows 11 più veloce fino al 20%: migliori prestazioni anche su PC con 8 GB di RAM

Se il vostro PC ha 8 GB di RAM, potreste notare un salto di velocità…

17 ore ago

Tragedia nel cantiere Alta Velocità di Firenze: un operaio muore, un altro ferito gravemente

Un dramma ha colpito nel pomeriggio il cantiere della nuova stazione alta velocità a Firenze.…

17 ore ago

Apple Watch Ultra 2 si collega ad Android: il progetto open source che rompe le regole Apple

Per anni, l’Apple Watch è stato un esclusivo compagno dell’iPhone: senza il telefono della mela,…

1 giorno ago

Accordo Sicindustria-Bper: Credito alle Imprese Garantito in 20 Giorni a Palermo

Palermo accelera. Dopo anni di attese e rallentamenti, le imprese siciliane possono finalmente sperare in…

1 giorno ago

Netflix licenzia 1.000 dipendenti: taglio del 6% dell’organico confermato

Netflix sta tagliando circa mille posti di lavoro, quasi il 6% del suo organico. Un…

2 giorni ago

Distruggi qualsiasi sito web: il nuovo gioco online per sfogare la frustrazione contro banner e autoplay

Ti sei mai trovato su un sito invaso da banner pubblicitari, video che partono da…

2 giorni ago