A San Pietro Mosezzo, nel cuore del novarese, ha appena aperto un impianto capace di riciclare 19mila tonnellate di tessuti all’anno. Un numero che racconta molto: non solo una sfida industriale, ma una svolta importante per l’ambiente. Dietro a questo progetto c’è la collaborazione tra il gruppo Haiki+ e Igers, azienda di Trezzano sul Naviglio che ha deciso di scommettere sul Nord Italia. L’inaugurazione ha acceso i riflettori: dagli addetti ai lavori alle istituzioni locali, tutti vogliono capire come questa nuova realtà potrà cambiare le cose.
Igers e Haiki+, un’alleanza per il riciclo tessile
Igers, ormai un nome noto nell’economia circolare, ha sottolineato come l’impianto di San Pietro Mosezzo rappresenti un asset strategico per Haiki+, specializzata nel recupero e nella valorizzazione di materie prime seconde. La collaborazione nasce per rispondere a una domanda in crescita di soluzioni sostenibili nel tessile, uno dei settori più inquinanti al mondo. La sede di Trezzano sul Naviglio rimane il quartier generale, ma la scelta di impiantare la fabbrica nel novarese non è casuale: la posizione permette di servire un’ampia area industriale.
L’impianto utilizza tecnologie avanzate per separare e rigenerare fibre naturali e sintetiche, riducendo l’impatto ambientale legato allo smaltimento tradizionale. Trattare 19mila tonnellate di scarti tessili all’anno segna un passo avanti importante rispetto alla media italiana, che fatica a valorizzare questi materiali su larga scala. Così si apre una strada concreta verso l’economia circolare, dando nuova vita a materiali che altrimenti finirebbero in discarica o all’inceneritore.
Tecnologie e innovazioni al servizio del riciclo
L’impianto è dotato di macchinari che ottimizzano ogni fase del processo di riciclo. La selezione meccanica, unita a sistemi di separazione sofisticati, non solo elimina le impurità ma classifica i materiali in base alla composizione e al potenziale di recupero. Sono state create linee apposite per trattare fibre miste, uno dei problemi più difficili da affrontare nel settore. Questo garantisce maggiore efficienza, riducendo gli scarti e migliorando la qualità del prodotto rigenerato.
Con una capacità di 19mila tonnellate all’anno, l’impianto si piazza tra i principali poli italiani per il riciclo tessile. Può così servire un’ampia clientela, che va dalle aziende di abbigliamento a quelle dell’arredamento e dell’industria tessile in generale. Sul fronte ambientale, la struttura riduce sensibilmente le emissioni di CO2 rispetto agli smaltimenti tradizionali. Risparmio idrico ed energetico sono altri due punti di forza, frutto di un progetto pensato per essere il più sostenibile possibile.
Il sistema di gestione dei rifiuti coinvolge più soggetti, dai fornitori alle aziende tessili fino agli utenti finali, creando una rete collaborativa ben integrata nel territorio.
Un impulso all’economia locale e alle filiere verdi
L’apertura dell’impianto ha portato con sé un impatto concreto sull’economia di San Pietro Mosezzo e della provincia di Novara. Sono stati creati decine di posti di lavoro, che vanno dagli operatori tecnici agli addetti al controllo qualità, fino al personale amministrativo. Si tratta di un investimento importante che può far crescere filiere legate alla sostenibilità. La presenza di un impianto così avanzato attrae inoltre nuovi investitori interessati al tessile e alla green economy.
Le istituzioni locali hanno accolto con favore il progetto, riconoscendone il valore strategico. L’impianto, definito a “circuito chiuso”, valorizza i rifiuti tessili in linea con le politiche europee che puntano a ridurre l’impatto ambientale e a promuovere modelli produttivi più responsabili. In questo senso, la fabbrica diventa un presidio tecnologico e un motore per lo sviluppo del territorio.
Sul mercato, l’impianto lavorerà in sinergia con aziende italiane e straniere, rafforzando la filiera del riciclo e ampliando l’offerta di prodotti tessili rigenerati.
Il futuro del riciclo tessile in Italia passa da San Pietro Mosezzo
L’iniziativa di Igers e Haiki+ si inserisce in un’Italia sempre più attenta al riciclo tessile. Il settore si sta adeguando a normative più rigorose e a una domanda di sostenibilità in crescita. Così crescono le opportunità per impianti come quello di San Pietro Mosezzo, inaugurato nel 2024, che potrà diventare un modello da replicare in altre zone del Paese, contribuendo a costruire un sistema integrato per il recupero dei tessuti.
Il progetto unisce valore ambientale ed efficienza economica grazie a una filiera trasparente e ben organizzata. Igers e Haiki+ puntano a sviluppare ulteriormente la ricerca per migliorare la qualità delle materie rigenerate e inserirle in mercati a valore aggiunto.
L’impianto di San Pietro Mosezzo è un tassello fondamentale per avvicinare l’industria tessile italiana agli obiettivi europei di riduzione degli sprechi e di economia circolare. Dimostra come innovazione e impegno ambientale possano andare di pari passo in un progetto industriale di ampio respiro, con benefici concreti per l’economia locale e per l’intera filiera produttiva.
