Giacenza media: ogni anno, molti, commettono quest’errore

Sei in procinto di recarti presso un caf o patronato per ottenere il nuovo ISEE 2024? Occhio a non commettere l’errore diffuso di ogni anno: di quale si tratta 

giacenza media per ISEE
Giacenza media, occhio all’errore diffuso – CodiciAteco.it

Chiusi ormai già da un bel po’ i festeggiamenti natalizi e per l’arrivo del nuovo anno, milioni di italiani si sono da tempo rituffati nella routine e si apprestano ora ai primi doveri dell’anno tra cui, a gennaio, c’è subito l’ISEE da aggiornare per il nuovo anno in corso. A presentare la documentazione necessaria per il calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del 2024 è necessario soprattuto un elemento: la giacenza media. Questa, insieme poi ad altri documenti, è fondamentale per aggiornare il quadro della propria condizione economica familiare e avere accesso, se c’è diritto, ad avere una serie di bonus e agevolazioni fiscali e sociali.

La giacenza media si riferisce alla media dei fondi depositati in un conto corrente o un’altra forma di deposito bancario durante un determinato periodo di tempo, in questo caso 12 mesi. Questo valore viene calcolato sommando il saldo giornaliero del conto per ogni giorno del periodo considerato e dividendolo per il numero di giorni nel periodo. La giacenza media è spesso utilizzata dalle istituzioni finanziarie per calcolare gli interessi sui depositi e può influenzare anche altre questioni finanziarie, come le commissioni bancarie o l’accesso a determinati servizi o appunto ISEE.

ISEE 2024, l’errore comune con le giacenze medie

scritta ISEE 2024
ISEE 2024, cosa sapere – CodiciAteco.it

Tuttavia si commette spesso un errore comune ogni anno che porta a recuperare nuovamente la documentazione necessaria. A tal proposito è infatti fondamentale comprendere non solo l’importanza di questo parametro, ma anche il suo corretto utilizzo, incluso il fatto che si calcola a ritroso da due anni a due anni e non annualmente come invece verrebbe da pensare. Introdotto in Italia nel 2007, in concerto di ISEE è dunque un indicatore socio-economico fondamentale utilizzato per determinare l’accesso a numerosi servizi e agevolazioni che non riguardano solamente i famosi bonus intesi come soldi alla mano ma pure borse di studio, tariffe agevolate in chiave scolastica e assistenza sanitaria.

Ma la data della giacenza media, come dicevamo, assume appunto un ruolo fondamentale. Andando a ritroso in maniera biennale, bisogna sempre fare un doppio balzo all’indietro. Questo significa che se siamo al 2024, servirà la giacenza media dei conti 2022. Molti commettono quest’errore ogni anno e sono costretti a perdere altro tempo per recuperare le certificazioni relative all’anno corretto. Quindi nelle app dei nostro conti, attraverso i motori di ricerca dell’area personale, dobbiamo puntare al 2022 e non 2023. Quest’ultimo, piuttosto, servirà per il 2025.

Giacenza media per ISEE: quale anno richiedere

Potrà sembrare anche banale per molti ma gli operatori di Caf e patronati vi assicureranno che c’è ancora chi sbaglia o a cui non è chiaro il concetto o dimentica puntualmente, dovendolo spiegare a ogni appuntamento annuale. Così i centri di assistenza fiscale e altri enti preposti alla compilazione dell’ISEE si trovano spesso a dover correggere tali errori, richiedendo ai contribuenti di fornire nuovamente la documentazione corretta. Ciò comporta non solo ritardi nella procedura di calcolo dell’ISEE ma potrebbe anche influenzare negativamente l’accesso a benefici e agevolazioni se vi è un tempo limite da rispettare. Ricordate: si va indietro di due anni con la giacenza media per ISEE. Sempre. Quindi quest’anno sarà 2022.

 

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