La paura di truffe è sempre presente, quindi cerchiamo di capire se l’email di Poste sull’antiriciclaggio sia vera o meno
Nel 2024 la tecnologia ha fatto passi in avanti, a volte lasciandoci sbalorditi dalle sue evoluzioni, purtroppo però i scopi con i quali viene utilizzata hanno spesso (più di quelle che vorremmo ammettere), fini discutibili. Quanti messaggi ricevete su WhatsApp e vi chiedete: e adesso di quale truffa si tratta?
Non solo SMS che promettono lavori che vi faranno diventare ricchi, o parenti lontani che vi chiedono una mano perché in una situazione economica poco piacevole. Ad assillarci anche numerose email da parte dell’Agenzia delle Entrate che chiede soldi per ipotetici debiti con il fisco, INPS che vuole indietro denaro e, non può mancare dalle scuse per derubare le persone, anche Poste Italiane. Nomi di importanti istituti che tutti i giorni sono al servizio dei cittadini, rubati anche loro e rivoltati contro gli italiani per mettere a segno un furto e senza che probabilmente nessuno se ne accorga per giorni.
A molti clienti Poste, in questi giorni, sta arrivando una email dal titolo “Aggiornamento Adeguata Verifica“, inerente a un presunto questionario Antiriciclaggio ormai scaduto e non aggiornato da parte dell’utente nei tempi previsti. Viene citato il Decreto Legislativo 231/2007 chiedendo che entro 60 giorni venga visualizzato e accettato.
Cosa accade se non si fa? Viene scritto in chiare lette che quanto indicato nel paragrafo precedente deve essere effettuato per “consentirle di continuare a utilizzare i servizi finanziari del gruppo Poste Italiane“. Scorrendo sull’email ti chiederà di entrare nel link Poste.it, nell’app PostePay o di recarsi presso un ufficio postale.
La domanda sorge spontanea: è vera questa email? Spesso Poste, INPS e Agenzia delle Entrate, come molti istituti di credito i quali nomi vengono utilizzati per inviare richieste in denaro a fronte di un immaginario problema, tengono a ribadire che non richiedono dati o transazioni in denaro ai propri clienti.
La massima ‘fidarsi è bene non fidarsi è meglio’, torna in mente facilmente: dato che l’alternativa annunciata dall’email è quella di vedersi la carta inutilizzabile, e per molti capiamo che potrebbe rivelarsi un problema, la soluzione, l’unica possibile e con la quale certamente non si sbaglierà, è quella di chiamare Poste o recarsi presso l’ufficio più vicino a dove abitiamo.
Per i servizi finanziari, Internet Homebanking, per Postepay o App BancoPosta il numero a cui rivolgersi per l’assistenza è lo 06.4526.3322 sia dall’Italia che dall’estero. Il costo della chiamata sia da rete fissa che da cellulare varia in base all’operatore telefonico. I servizi sono attivi dalle ore 8.00 alle ore 20.00, dal lunedì al sabato, esclusi i festivi.
Con una attesa di appena un paio di minuti e dopo aver risposto ad alcune domande dell’operatore automatico per poter essere indirizzati all’operatore giusto, siamo stati tranquillizzati che l’email non fosse una truffa ma un’informativa da Poste Italiane che riguarda davvero un questionario antiriciclaggio da dover aggiornare.
Purtroppo, ci hanno detto che risulta una anomalia e dunque, in molti non visualizzano suddetto questionario né tra le notifiche dell’app né sulla bacheca entrando dal sito Poste.it con le nostre credenziali. L’unica soluzione è quella di recarsi presso un ufficio Postale (dove ci è stato consigliato di prendere appuntamento tramite App così da non dover fare la fila) e firmare l’aggiornamento del questionario Antiriciclaggio direttamente in loco.
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