Dipendente o partita Iva: differenze e vantaggi delle due posizioni lavorative

Lavoro da dipendente e partita Iva: ecco le differenze e i vantaggi delle due posizioni lavorative, scopri qual è la più conveniente.

Dipendente o Partita Iva
Partita IVA e dipendenti, le differenze- codiciateco.it

 

Molti lavoratori si domandano se sia più proficuo svolgere un lavoro da dipendente o fare un’attività autonoma con partita Iva. Dare una risposta univoca, può essere complesso infatti sul piatto della bilancia vanno messi diversi fattori, lo stipendio potrebbe dipendere da diverse condizioni e anche dal regime di tassazione scelto per chi opera con la partita Iva. Tuttavia aldilà dello stipendio ci sono diversi vantaggi e svantaggi che riguardano entrambe le categorie, sia dal punto di vista fiscale, che da quello contributivo.

Lavoro dipendente e partita Iva, i vantaggi e gli svantaggi

Differenze e vantaggi
Differenze delle due posizioni lavorative- codiciateco.it

I lavoratori autonomi che hanno una partita Iva, possono lavorare e  dunque fatturare molte più ore di un dipendente, hanno la capacità di gestire il loro lavoro come più preferiscono e di organizzarsi con i loro impegni. Si tratta di un lavoro più flessibile e con orari meno rigidi e prestabiliti. Tirando le somme, probabilmente chi lavora con la partita Iva in alcuni casi, potrebbe avere più tempo libero.

D’altro canto potrebbe ritrovarsi a lavorare di più di un dipendente, senza avere la le ferie e la malattia pagate. Un lavoratore dipendente, sicuramente deve rispettare determinati orari, gode di meno flessibilità e nella maggior parte dei casi deve sottostare al proprio superiore. I vantaggi da non tralasciare, sono sicuramente uno stipendio sicuro, ferie, permessi e malattie pagati, e in alcuni casi anche la 13ª.

Lavoro dipendente e partita Iva, le differenze

Per quanto riguarda lo stipendio è difficile tirare le somme, infatti non tutti i dipendenti guadagnano allo stesso modo, lo stipendio in busta paga infatti, dipende da diversi fattori come ad esempio dal CCNL di riferimento, dal livello di inquadramento del dipendente e dai minimi salariali.

Secondo alcuni contratti oltre alla 13ª, è prevista anche la 14ª, avere un contratto da lavoro dipendente significa che il datore di lavoro svolge un ruolo di sostituto d’imposta, dunque che gli adempimenti pratici non spettano al dipendente, il quale vedrà direttamente sulla propria busta paga il pagamento delle tasse e dei contributi previdenziali oltre agli assegni familiari e alle detrazioni.

Per quanto riguarda le partite Iva, chiaramente non c’è un compenso prestabilito è il titolare stesso della partita Iva che da solo si deve occupare delle tasse e dei contributi, tuttavia non deve sottostare ad alcun vincolo di subordinazione con il committente. Decide da solo il compenso da richiedere, non è vincolato da diversi punti di vista e svolge il proprio lavoro appunto in autonomia. Scegliere un lavoro piuttosto che un altro, è un fatto molto soggettivo che dipende dal proprio carattere e dalla propria personalità e anche dalle proprie ambizioni.

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