Decreto coesione, tutte le novità e quali aiuti riguarda

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto Decreto Coesione, voluto dal Governo per rilanciare il mercato del lavoro giovanile. Cerchiamo di capire quali sono le più importanti novità.

novità del decreto coesione
Decreto coesione, le novità più importanti nel settore delle assunzioni (CodiciAteco.it)

Pubblicato con la Gazzetta Ufficiale num. 105, il cosiddetto Decreto Coesione è già efficace a partire dall’8 maggio. Il Decreto Legislativo voluto dal Governo Meloni punta a rilanciare il mercato del lavoro e l’imprenditorialità, provando a colmare alcune identificate con la Legge di Bilancio del 2024 e sulle quali si cerca appunto di intervenire con provvedimenti mirati.

Con un investimento totale pari a 74 miliardi di euro -ripartiti tra fondi del PNRR e fondi nazionali- il decreto punta, in particolare a ridurre, le disparità territoriali e a promuovere lo sviluppo delle imprese. Gli interventi riguardano soprattutto importanti sgravi fiscali per quelle imprese che assumono under 35 con contratti a tempo indeterminato. L’esonero del pagamento dei contributi previdenziali è fissato al 100% e può essere applicato per un massimo di 3 anni, cioè fino a dicembre 2028, per tutte quelle assunzioni che avverranno tra i 1 luglio del 2024 e il 31 dicembre del 2025. Questo sgravio non include i contributi Inail e ha un limite massimo di 800 euro mensili per lavoratore.

Ma incentivi arrivano anche per favorire l’imprenditorialità giovanile. Le start-up avviate in settori strategici, come la transizione ecologica, potranno ottenere un bonus mensile di 500 euro erogato dall’INPS, per un periodo massimo di 3 anni e come anticipo sull’anno fiscale.

Il ritorno del bonus giovani e donne, a cui si aggiunge quello Zes

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Gli altri bonus e sgravi favoriti dal decreto coesione (CodiciAteco.it)

Il decreto reintroduce il già esistente Bonus Giovani; si tratta dell’esonero totale dal pagamento dei contributi per quei datori di lavoro privati che assumono under 35 a tempo indeterminato o che convertono il contratto da tempo determinato a indeterminato. Si parla di bonus di 500 euro al mese, massimo, per lavoratore applicabile per 24 mesi. Fanno eccezione le assunzioni degli over 35 nel Sud Italia che rientrano in questa fattispecie di bonus, purché il lavoratore sia stato disoccupato per almeno 24 mesi.

Questa tipologia di bonus non si applica per contratti di apprendistato o per quelli di lavoro domestico.

Altro bonus previsto e che si prova ad implementare, è il cosiddetto bonus donne per favorire il mondo del lavoro femminile. Anche in questo caso si parla dell’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali per le lavoratrici assunte a tempo indeterminato e per un massimo 2 anni e un limite di 650 euro mensili. Questo bonus è pensato per tutte le donne lavoratrici, soprattutto per quelle del Sud Italia.

Infine, il bonus Zes ovvero la Zona economica speciale del Mezzogiorno. Si prova a stimolare l’occupazione al Sud, offrendo ai datori di lavoro uno sgravio contributivo pari al 100% con il limite di 650 euro mensili per 24 mesi e destinato alle piccola imprese che hanno fino a 10 dipendenti.

Condizioni e limiti del decreto

Premesse le condizioni già segnalate per ogni singolo bonus pensato, il limite principale del decreto è che questi incentivi non sono cumulabili con altre riduzioni o esoneri contributivi già previsti dalla legislazione. Inoltre bisognerà attendere l’approvazione della Commissione europea nonché un decreto interministeriale che provvederà a definire le modalità di accesso ai bonus.

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