Debiti con l’Agenzia delle Entrate: quando scatta il fermo amministrativo

Debiti Agenzia delle Entrate, il fermo amministrativo è previsto in determinati casi. Vediamo di che cosa si tratta.

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Debiti con Agenzia delle Entrate Riscossione (codiciateco.it)

Il fermo amministrativo è deciso dall’agente della riscossione nei confronti del debitore e soltanto l’agente riscossore può deciderlo. I creditori privati non possono adottarlo nei confronti di un debitore. Per loro esiste la possibilità di sottoporre i suoi beni a pignoramento. Ma di che si tratta? Il fermo amministrativo è l’atto con cui si impedisce la circolazione dei veicoli intestati al debitore.

Può essere attivato su qualsiasi mezzo iscritto al Pubblico registro automobilistico. È proprio attraverso il PRA che si provvede al fermo e quindi allo stop alla circolazione del mezzo. Tra l’altro la sanzione per chi si sposta con un veicolo sottoposto a fermo è molto pesante: da più di 1.900 euro fino a quasi a 8mila. Si rischia anche la revoca della patente e la confisca del veicolo, con le forze dell’ordine che dispongono per la rimozione del mezzo e il suo trasporto presso un centro autorizzato di custodia.

Debiti Agenzia Entrate che cosa succede al proprio veicolo

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Debiti, si rischia il fermo amministrativo (codiciateco.it)

Abbiamo detto che il fermo viene adottato esclusivamente dall’agente riscossione, per esempio per debiti con Agenzia Entrate Riscossione. Per questo motivo mai potrà essere comminato prima dell’arrivo della cartella esattoriale. Prima di ogni decisone in tal senso l’ente titolare del credito deleghi l’agente della riscossione.

Il fermo amministrativo non scatta oltre una soglia di denaro, anche minima. Di solito sono proprio i debiti di entità non eccessiva a far partire questa sanzione. Ciò per il semplice motivo che il debitore si trova costretto a saldare il debito, se vuole utilizzare il proprio veicolo. Per debiti superiori al valore del mezzo, il proprietario debitore potrebbe trovare non conveniente saldare.

Da sottolineare e che comprare un auto in fermo amministrativo non è un buon affare, in quanto tale vettura non può circolare. Se un acquirente non è stato informato della presenza di un fermo amministrativo, può agire per vie legali contro il venditore chiedendo la risoluzione del contratto e un risarcimento dei danni.

La procedura per il fermo è abbastanza celere. Dopo 60 giorni dall’arrivo della cartelle esattoriale, l’agente invia un avviso al debitore con 30 giorni di anticipo dal provvedimento, per dare modo che il debitore stesso abbia tempo per saldare o per chiedere una rateizzazione. Infatti chi è impossibilitato a saldare il debito può richiedere una dilazione o una rateizzazione della somma da versare.

Pagando la prima quota della rateizzazione, in caso di fermo già attuato, il provvedimento si sospende e alla fine delle rate si cancella definitivamente. Ricordiamo infine che il fermo è un provvedimento senza scadenza. Quindi resta valido finché non viene completamente saldato. Cessa solo se l’auto diventa un rottame e viene rottamata.

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