Ho stipulato un contratto telefonico parlando con un operatore e adesso voglio cambiare idea: non devo farmi prendere dal panico.
A quanti di noi sarà capitato di cambiare contratto telefonico semplicemente perché, contattati da un operatore, abbiamo dato una serie di risposte che hanno fatto sì che accettassimo delle nuove modalità, e nella stragrande maggioranza dei casi anche un nuovo gestore di rete. In molti tendono a sottovalutare la cosa, ma basta una risposta affermativa per dare il proprio consenso a un nuovo contratto.
In sostanza, secondo il Codice del Consumo, regolamentato dal D. lgs. n. 206/2005, il consenso dato telefonicamente è valido per la legge. Lo prevede l’art. 51 n. 6 e – per quanto possa sembrarci assurdo – non si tratta assolutamente della classica truffa telefonica legata al cambio di bolletta. È importante rispondere con attenzione alle offerte telefoniche e, se non sicuri, rifiutare chiaramente.
Un secondo passaggio importante è quello di richiedere esplicitamente che l’offerta vi venga inoltrata per iscritto e sottolineare come non si accettino tariffe proposte telefonicamente. Fino a qui, quello che avviene nel corso della telefonata, poi si apre un nuovo mondo, fatto di alternative e di possibilità di tornare indietro. La legge, infatti, pur dando valore al consenso telefonico, ci permette di ripensarci.
Infatti, una volta accettato il contratto, il consumatore riceverà un documento scritto con le condizioni contrattuali. Se la chiamata è stata registrata, non è nemmeno necessario firmarlo, ma ha appunto validità in quanto si è dato il consenso telefonico. C’è un però: infatti, il contratto può essere rescisso entro 14 giorni e senza dover addurre alcuna motivazione specifica. Lo prevede il Codice del Consumo all’art. 52.
A questo punto, gli operatori devono fornire un modulo per esercitare il diritto di recesso e spetta a noi – se non si riceve riscontro – fare in modo di inviare una comunicazione scritta e che sia tracciabile. Peraltro, sebbene l’attivazione del nuovo contratto dovrebbe avvenire passato il periodo di ripensamento, con possibilità di recesso, tutti gli operatori forzano i tempi, ovvero presumo la volontà di attivazione immediata.
In casi come questi, ovvero quando subito si attivano le operazioni per la portabilità e di conseguenza il vecchio operatore chiude la posizione del cliente, risulta più difficile poter tornare indietro. Sappiate inoltre che se il recesso viene ignorato, si può presentare ulteriore reclamo scritto chiedendo il ripristino della situazione precedente: si può anche chiedere il rimborso delle spese sostenute.
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