Economia

Analisi chimica per la datazione degli inchiostri: come si fa e a cosa serve in ambito grafologico

È possibile datare l’inchiostro presente su uno o più documenti? A cosa serve e a chi ci si può rivolgere? Scopriamo tutti i dettagli.

L’analisi chimica per datare gli inchiostri: a cosa serve in grafologia – Codiceateco.it

La datazione degli inchiostri è un processo complesso che richiede l’intervento di esperti e l’uso di tecniche di laboratorio specifiche. Un grafologo, sebbene altamente competente nell’analisi delle caratteristiche visive e fisiche di un documento, non può determinare con precisione l’età di un inchiostro a occhio nudo. Però può fornire indizi preliminari osservando il tipo di carta utilizzata e valutando se la carta e l’inchiostro sembrano coerenti con il periodo storico presunto del documento.

Datazione degli inchiostri: quali sono le analisi da fare

Documenti con timbri e diversi segni di inchiostro – Codiceateco.it

Datare un inchiostro può servire in diversi contesti in grafologia. Ad esempio, può essere utile ai fini di valutare l’autenticità di un documento antico. Ad esempio, se si trova un documento che afferma di essere stato scritto nel 1800, ma la carta porta un marchio di fabbricazione risalente al 1900, è evidente che la data indicata nel documento è falsa. Questo tipo di discrepanza è uno dei primi segnali che qualcosa potrebbe non essere autentico.

Può essere un’analisi utile anche in ambito giudiziario per quanto riguarda testamenti e documenti di cui si sospetta la falsificazione. Sta al grafologo consultato una riflessione su un’eventuale analisi chimica degli inchiostri presso un laboratorio specializzato.

Quando si tratta di inchiostro, l’invecchiamento naturale porta alla perdita di lucentezza e all’opacizzazione dei pigmenti. Un grafologo può osservare con un microscopio se uno dei due inchiostri in un documento sembra essere più vecchio dell’altro. Il grafologo, può anche dedurre se il timbro su un documento sia stato apposto prima o dopo la firma sulla traccia del timbro stesso. Ciò vale anche per un documento stampato. Il grafologo può verificare se i caratteri stampati, in alcune circostanze, siano stati impressi prima o dopo una firma.

Ma per determinare l’età esatta dell’inchiostro, è necessario rivolgersi a un chimico specializzato. Il processo di datazione chimica degli inchiostri richiede spesso l’autorizzazione di un giudice, poiché comporta l’alterazione fisica del documento. Il chimico preleva piccole particelle di inchiostro o di carta, che vengono poi trattate con solventi specifici in laboratorio per analizzarne le caratteristiche chimiche. L’invecchiamento dell’inchiostro dipende non solo dalla data effettiva del documento, ma anche dalle condizioni di conservazione. Ad esempio, l’esposizione prolungata alla luce solare o la conservazione in un ambiente secco possono accelerare o alterare il processo di invecchiamento.

In alcuni casi, potrebbe non essere possibile determinare con precisione la datazione senza campioni comparativi. Questi campioni devono essere scritture realizzate con lo stesso inchiostro e conservate in condizioni simili. Se tali campioni non sono disponibili, esiste un metodo alternativo che si basa sull’osservazione sperimentale dell’alterazione delle resine presenti nell’inchiostro.

Il processo di invecchiamento dell’inchiostro si stabilizza generalmente entro un periodo compreso tra i tre e i cinque anni dalla data di applicazione sulla carta. Oltre questo periodo, non si verificano ulteriori cambiamenti significativi nella solubilità dell’inchiostro. Utilizzando questa informazione, i chimici possono invecchiare artificialmente un campione di inchiostro prelevato dal documento sottoponendolo a riscaldamento controllato. Questo trattamento simula l’invecchiamento naturale dell’inchiostro e consente di confrontare il comportamento del campione trattato con quello dell’inchiostro presente nel documento.

Se il comportamento dell’inchiostro trattato artificialmente corrisponde a quello dell’inchiostro nel documento, è possibile concludere che l’inchiostro ha più di 3-5 anni. Al contrario, se l’inchiostro nel documento non ha ancora completato il suo processo di invecchiamento, si può dedurre che sia più recente.

Questo approccio chimico fornisce uno strumento prezioso per la verifica dell’autenticità di documenti storici e legali, aiutando a identificare eventuali falsificazioni o discrepanze. Però è importante ricordare che la datazione dell’inchiostro è una scienza complessa e che le conclusioni definitive richiedono sempre l’analisi approfondita da parte di esperti qualificati.

Articolo a cura della Dott.ssa Aurora De Santis, grafologa generale e grafologa forense iscritta all’A.G.P. (Associazione Grafologi Professionisti) al n. 9/171

Aurora De Santis

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