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Assunzione Middle Manager Sbagliata: Il Costo Tra 35 e 45mila Euro per l’Azienda

Nel giro di sei mesi, un dipendente che lascia l’azienda può costare molto più di quanto si immagini. Non è solo un “arrivederci”: dietro a quella scelta si nasconde una catena di problemi che travolge budget e organizzazione. Trovare un sostituto, certo, ma anche affrontare ritardi, disagi e spese nascoste che si accumulano rapidamente. Valerie Schena Ehrenberger, CEO di Valtellina Lavoro e voce autorevole nel settore, ha messo nero su bianco l’impatto economico di questa fuga anticipata, svelando il vero prezzo di un’assunzione sbagliata.

Dimissioni anticipate: un costo nascosto che pesa più del previsto

Spesso le aziende sottovalutano le dimissioni nei primi sei mesi, come se fosse un evento normale e senza grandi conseguenze. In realtà, dietro c’è un costo tangibile e non da poco. Schena Ehrenberger, basandosi su dati e analisi del settore, spiega che il danno economico si compone di varie voci. Prima di tutto, ci sono i costi evidenti: ore impiegate nella ricerca, annunci, test e colloqui. Poi ci sono le ore di formazione spese per un dipendente che se ne va prima di entrare davvero nel ritmo.

Ma non è finita qui. Il vero peso spesso è quello nascosto: progetti interrotti, attività rallentate, morale del gruppo che cala. L’uscita improvvisa di un lavoratore crea scompensi che si fanno sentire in tutta l’azienda, con ritardi e disservizi difficili da mettere in cifre ma evidenti nei risultati. Il calcolo di Schena Ehrenberger mostra come, alla fine, il conto sia ben più alto delle spese iniziali per assumere.

Selezione scrupolosa: la chiave per evitare errori costosi

Il vero nodo per molte imprese sta nella scelta del candidato. Capita spesso di sbagliare, portando in azienda persone non adatte al ruolo o all’ambiente. Schena Ehrenberger punta il dito sull’importanza di un assessment serio e ben fatto durante il processo di selezione. “Non basta il curriculum: serve capire a fondo competenze, motivazioni e attitudini.”

Un buon assessment aiuta a evitare giudizi affrettati o influenzati da simpatie personali, come la tendenza a scegliere candidati simili a sé. Test mirati e prove oggettive danno un quadro chiaro e aiutano a fare scelte più precise e funzionali al contesto aziendale. Saltare questo passaggio aumenta il rischio di dimissioni anticipate.

Naturalmente, introdurre questi strumenti richiede tempo e risorse, ma è un investimento che ripaga. Le aziende più strutturate lo sanno bene e fanno dell’assessment una tappa obbligata nella selezione, perché aiuta a inserire meglio le persone e a trattenerle più a lungo. In un mercato del lavoro sempre più incerto come quello del 2024, questa attenzione si traduce in risparmi e in un salto di qualità nella produttività.

Dimissioni anticipate: l’effetto domino sull’organizzazione e come gestirlo

L’impatto di un abbandono precoce non si ferma ai numeri. Si riflette subito sui gruppi di lavoro e sull’efficienza produttiva. Quando un collaboratore se ne va all’improvviso, l’azienda deve riorganizzarsi in fretta, spesso senza riuscire a gestire al meglio il carico delle attività. Chi resta si trova a dover fare più del dovuto, con il rischio di abbassare la qualità e ritardare le consegne.

Questo squilibrio genera malumori, mette pressione e può far scattare un circolo vizioso di stress e demotivazione che si ripercuote sull’intero clima aziendale. Le realtà più attente usano sistemi di monitoraggio costante per intercettare segnali di disagio o incompatibilità, prima che si arrivi alla rottura. Coaching e mentoring diventano così strumenti concreti per evitare uscite premature.

Conoscere bene i meccanismi dietro questi abbandoni aiuta anche a mettere a punto strategie più efficaci nella comunicazione interna e nella gestione delle aspettative. Curare il processo di inserimento, dall’onboarding fino al consolidamento del ruolo, riduce sorprese e facilita l’integrazione, abbassando il rischio di interruzioni costose. Nel 2024, le aziende italiane puntano sempre di più a un equilibrio tra efficienza economica e benessere organizzativo, per tenere stretto il personale più prezioso e limitare danni che si possono evitare solo con una gestione attenta e una selezione consapevole.

Redazione

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