La piattaforma Vinted sta riscuotendo un successo incredibile, ma ecco quando sarai obbligato ad aprire la partita IVA per vendere.
Negli ultimi tempi sta diventando sempre più diffusa la pratica di vendere online dei prodotti vecchi e che in generale non vengono più usati. Chiaramente questa tendenza è stata amplificata in maniera esponenziale dagli e-commerce, delle piattaforme grazie al quale questo diventa possibile senza neanche scendere di casa. Tanto per chi compra quanto per chi vende. Da questo punto di vista, Vinted merita certamente una menzione speciale, dal momento che sta vivendo un boom impressionante. Si tratta di una piattaforma che permette di acquistare, scambiare o vendere capi di abbigliamento usati e non c’è nessuna commissione da riconoscere al portale in questione.
In giro per l’Europa vanta ben 45 milioni di utenti registrati ed i dati sono in costante ascesa, al punto che non sembra ci sia una soluzione di continuità possibile. Chiaramente, però, davanti ad una situazione del genere, può essere davvero molto invitante mettere in vendita qualche prodotto che magari non si usa più. La platea è enorme e facilmente si può trovare qualcuno interessato. Per questo lo Stato resta vigile su queste cose. Va fatta, infatti, una distinzione tra chi vende per necessità o per sbarazzarsi di qualcosa che non usa più e chi lo fa per lavoro. Ecco, infatti, quali sono i requisiti che rendono necessaria l’apertura di una partita IVA se vendi su Vinted.
La prima cosa da dire è che il codice ATECO per la vendita dei prodotti online, tanto su Vinted quanto su altre piattaforme, è il seguente: 47.91.10. Detto ciò, va poi immediatamente specificata un’altra cosa a dir poco importante. E cioè che non c’è un limite di reddito che ti impone l’apertura della partita IVA, dal momento che come ogni attività potrebbe o potrebbe non produrre reddito. E si tratta di una informazione di capitale importanza.
La partita IVA, infatti, diventa necessaria laddove sussistano questi tre fattori: continuità nel tempo, abitualità dell’esercizio della attività in questione e, infine, professionalità, vale a dire esercitare tale forma di attività in maniera organizzata, come ad esempio se pubblicizzi la cosa oppure se cerchi con varie strategie di indurre i clienti all’acquisto. Tenendo dunque conto dei costi incontro ai quali si va con una partita IVA anche per i contributi INPS, valuta se ne vale la pena nel tuo caso specifico.
Ricorda che potrai scegliere, sostanzialmente, tra due regimi fiscali: il primo è quello forfettario, mentre il secondo è quello della contabilità semplificata. Starà a te poi scegliere quello maggiormente adatto alle tue esigenze.
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