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Under 30: il 69% vuole cambiare lavoro, serve formazione mirata e volontariato di competenze per l’imprenditorialità scuola-secondaria

Il 69% degli italiani ha in mente un cambio di lavoro

Il 69% degli italiani ha in mente un cambio di lavoro, un numero che racconta molto più di un semplice desiderio. C’è chi si sente intrappolato nella monotonia quotidiana, chi cerca una nuova sfida, e chi, sempre più spesso, pensa di mettersi in proprio. Oggi, un italiano su quattro sogna di aprire un’attività tutta sua. Ma trasformare un’idea in un progetto concreto non è facile. Proprio qui entra in gioco il volontariato di competenze, un aiuto pratico che accompagna i giovani delle scuole superiori a scoprire cosa significa davvero fare impresa, non con le parole, ma con l’esperienza diretta.

Settantanove milioni di italiani vogliono cambiare lavoro: ecco perché

Una ricerca di JA Italia e Swg racconta un’Italia in fermento. Nel 2024, il 69% degli intervistati dice di voler lasciare o cambiare il proprio lavoro. Un numero alto, che fa capire quanto la realtà lavorativa spesso non corrisponda alle aspettative. Dietro questa voglia di cambiamento ci sono motivazioni diverse: dalla ricerca di orari più flessibili a un lavoro che dia più soddisfazioni, fino alla necessità di tenere il passo con un mercato sempre più digitale e globale.

E poi c’è quel 22% che sogna di mettersi in proprio. Non è solo un fenomeno urbano o di nicchia, ma coinvolge soprattutto i giovani. Voglia di autonomia, controllo sugli orari, opportunità offerte dal digitale: sono queste le spinte che spingono verso l’autoimprenditorialità. Ma non è una strada semplice: servono competenze, capacità di gestire le risorse e trovare il supporto giusto in un contesto spesso complicato.

Volontariato di competenze: il ponte che avvicina i giovani alla realtà del lavoro

Tra le soluzioni in campo spicca un modello concreto: il volontariato di competenze. Professionisti, imprenditori ed esperti che mettono a disposizione il loro tempo e la loro esperienza per guidare gli studenti delle scuole secondarie. Non si tratta di teoria, ma di affiancamento vero, passo dopo passo, per affrontare il mondo del lavoro e dell’imprenditoria con strumenti concreti.

I volontari non solo spiegano, ma mostrano come si fa: pianificare un budget, capire il mercato, vendere un prodotto, gestire il tempo. La scuola, da sempre chiamata a rinnovarsi, trova così un alleato prezioso: il legame diretto con il mondo economico e sociale, che spesso manca nelle aule tradizionali.

Educazione imprenditoriale nelle scuole: una priorità per il futuro

In un mercato del lavoro che cambia velocemente, l’educazione imprenditoriale nelle scuole superiori diventa indispensabile. Non basta più studiare: bisogna sapersi adattare, innovare, gestire un progetto. Offrire ai giovani questa preparazione significa anche aiutarli a evitare disoccupazione e sottoccupazione.

Inserire questi programmi fin dai primi anni di scuola aiuta a sviluppare creatività, lavoro di squadra, pensiero critico e capacità di fissare obiettivi realistici. Tutte qualità richieste oggi dalle imprese. Ma soprattutto dà sicurezza: sapere come muoversi nel mondo del lavoro o come avviare un’attività in proprio è una base solida per il futuro.

L’esperienza diretta dei volontari rafforza tutto questo, trasformando la teoria in pratica e restituendo ai ragazzi la fiducia di costruire un percorso professionale consapevole e ricco di opportunità.

JA Italia e Swg: in prima linea per il cambiamento

Il lavoro di JA Italia e Swg mette in luce un’Italia che cambia, fatta di numeri ma soprattutto di bisogni reali e soluzioni pratiche. Queste realtà non offrono solo dati, ma soprattutto strumenti: un network di professionisti volontari che lavorano fianco a fianco con gli studenti, facendo da ponte tra scuola e mondo del lavoro.

Il risultato è un dialogo continuo che aiuta a ridurre il divario tra aspettative e realtà, a far crescere competenze trasversali e a migliorare l’orientamento professionale. Il volontariato di competenze diventa così uno strumento fondamentale per preparare i giovani a fare scelte più consapevoli, mettendoli subito di fronte alle sfide e alle opportunità dell’imprenditorialità.

In fondo, è l’esperienza diretta e il confronto con chi ha già percorso questa strada a fare la vera differenza, formando ragazzi pronti per un lavoro moderno, dinamico e ricco di possibilità.

Redazione

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