
In Turchia, i social network diventano off-limits per i minori di 15 anni. Il Parlamento ha appena approvato una legge che cambia le regole del gioco: niente più autocertificazioni sull’età, ma controlli severi imposti a giganti come TikTok, Facebook, Instagram e YouTube. Manca solo la firma del presidente Recep Tayyip Erdoğan, attesa a giorni, per trasformare il provvedimento in realtà. Una decisione che impatterà milioni di giovani, in un Paese già scosso da tensioni e fatti drammatici.
Il via libera del Parlamento e il ruolo decisivo di Erdoğan
La legge è passata velocemente in Parlamento e ora spetta a Erdoğan firmarla entro 15 giorni, ma difficilmente aspetterà così tanto. Da sempre critico verso i social, che ha definito “pozzi di fango”, il presidente vuole stringere le maglie sul controllo dei contenuti online, soprattutto per tutelare la sicurezza pubblica. La nuova normativa non si limita a chiedere una semplice conferma dell’età: impone ai social di usare tecnologie affidabili per impedire ai minorenni di aggirare i limiti.
Lo scontro politico è acceso. Erdoğan vede nel controllo dei social un modo per bloccare contenuti che ritiene pericolosi o destabilizzanti per il Paese. La firma è dunque attesa a breve e segnerà una svolta nella regolamentazione digitale turca.
La tragedia di Kahramanmaraş che ha accelerato la stretta
La legge arriva a pochi giorni da un fatto che ha scosso la Turchia. A Kahramanmaraş, un quattordicenne ha sparato in un liceo, uccidendo nove compagni e un insegnante. L’episodio ha acceso i riflettori sulla necessità di tenere sotto controllo ciò che i giovani vedono online. Dopo la sparatoria, sono circolati tanti video e materiali legati all’accaduto, spingendo le autorità a intervenire duramente: oltre 160 persone sono state arrestate per aver condiviso contenuti giudicati inappropriati.
Questo dramma ha spinto il governo a rafforzare le regole per proteggere i minori dal flusso incontrollato di immagini e notizie che possono fare male. La nuova legge si inserisce proprio in questo contesto di attenzione crescente verso la sicurezza dei ragazzi e il contrasto alla diffusione di materiale nocivo sui social.
La lunga storia della censura web in Turchia
La Turchia da tempo adotta un approccio rigido verso la libertà su Internet. Non è raro che piattaforme e servizi online vengano bloccati, sia temporaneamente sia in modo definitivo, spesso per ragioni politiche o su richiesta del governo. Questo nuovo provvedimento sui social network si inserisce in quella tradizione, puntando a un controllo sempre più stretto su quello che passa sul web nel Paese.
Il divieto per gli under 15 non è un caso isolato. Oltre alla sicurezza, c’è anche una chiara volontà di mettere un freno alla comunicazione digitale libera, con effetti che si faranno sentire sia in Turchia sia all’estero. Le piattaforme dovranno adeguare le proprie tecnologie e le politiche sulla privacy a standard più severi.
Anche altri Paesi in campo per tutelare i minori sui social
La scelta turca si inserisce in un quadro globale che va verso regole più rigide per l’uso dei social da parte dei più giovani. L’Australia, ad esempio, ha già introdotto controlli più severi sull’età, così come la Francia ha varato misure per limitare l’accesso ai minori. Altri Stati stanno valutando leggi simili.
Queste mosse rispondono alla crescente preoccupazione per l’impatto che i social possono avere sulla salute mentale e sulla sicurezza dei ragazzi. La legge turca è tra le più severe in circolazione e avrà conseguenze importanti per le grandi aziende digitali e per la vita quotidiana dei giovani utenti. Il dibattito resta acceso e il 2024 sarà un anno decisivo per il futuro delle nuove generazioni online.
