Economia

Testamento, si possono escludere i parenti: come fare per legge

La legge italiana prevede che, con o senza testamento, il de cuius preveda una parte di lascito per gli eredi legittimari. Ci sono però casi in cui è possibile escludere i parenti dal testamento.

Come si fa ad escludere i parenti dal testamento (CodiciAteco.it)

La disciplina in materia di successione è abbastanza complessa, ma per capire com’è possibile escludere i parenti dal testamento e in quali casi è possibile farlo, dobbiamo partire dalla definizione di eredi.

Premesso, quindi, che ci sia un testamento, gli eredi sono tutti coloro che il defunto ha indicato come tali nel testamento. Tuttavia, il codice civile italiano prevede la figura degli eredi legittimari ovvero soggetti che godono del diritto a ricevere una parte dell’eredità, indipendentemente da quelle che sono le disposizioni testamentarie. Queste figure sono rappresentate dal coniuge e dai figli o in assenza di questi dai parenti più prossimi -fratelli, nipoti ecc.- fino al sesto grado.

Tuttavia il nostro ordinamento prevede anche dei casi specifici in cui i parenti possono essere esclusi dal testamento. Un’esclusione che per altro, come vedremo, avviene per legge anche se i soggetti sono nominati eredi dal defunto.

L’indegnità dei parenti: solo così si possono escludere dal testamento. Quali sono i casi previsti

Cos’è l’indegnità dei parenti e quali sono i casi previsti per la loro esclusione dal testamento (CodiciAteco.it)

Nel momento in cui si scrive un testamento, anche se il de cuius decide di lasciare tutti i propri beni monetari e materiali, per esempio, ad un amico o ad una badante, la legge tutela gli eredi legittimi per cui anche se non non nominati eredi dal defunto a loro andrà comunque una parte di eredità.

Detto questo, la legge italiana prevede dei casi in cui i parenti tutti, dai coniugi ai figli passando per fratelli e nipoti, possono essere esclusi dal testamento. Si tratta dell’indegnità che è l’unica tra le cause di esclusione dall’asse ereditario; questa comprende una serie di fattispecie di indegnità, in ogni caso il concetto comune è che l’erede deve essersi macchiato di colpe gravissime.

Poniamo il caso che un defunto voglia lasciare tutta la sua eredità ai nipoti perché particolarmente presenti e attenti nei suoi confronti, eliminando invece dal testamento i figli perché nell’ultima fase della sua vita gli sono stati poco accanto. Ebbene la sola mancanza di attenzioni non giustifica l’indegnità dei figli, per cui la ripartizione testamentaria seguirà le quote previste dalla legge e cioè il 50% va ai figli -se sono più di uno questa quota va divisa in parti uguali- e la restante parte va agli eredi nominati. Ma quindi quali sono queste colpe gravissime previste dalla legge?

Indegnità dei parenti: i casi previsti dalla legge

Si definiscono indegni quei parenti che:

  • hanno usato dolo o violenza verso il de cuius, per convincerlo a cambiare il testamento o gli abbiano impedito di farlo;
  • se i parenti hanno nascosto o alterato il testamento;
  • se i parenti hanno falsificato il testamento;
  • indegni sono poi i parenti che si sono macchi dell’eventuale omicidio volontario o tentato omicidio del defunto o di un qualsiasi altro discendente diretto;
  • se, infine, hanno commesso un qualsiasi altro reato per cui la legge utilizza le regole dell’omicidio e quindi omicidio preterintenzionale, percosse, lesioni e così via.

Come si può ben dedurre, l’esclusione dei parenti dal testamento ha un raggio di azione molto limitato. Per cui si possono diseredare coniugi, figli o fratelli sono ed esclusivamente per i casi qui sopra elencati.

Anna Peluso

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