La legge prevede esenzioni e riduzioni sulle imposte da pagare sugli immobili. Quali sono e a chi spettano? Scopriamolo.
IRPEF, IMU, locazioni: le tasse relative alle proprietà immobiliari sono numerose e onerose.
In particolare, l’IRPEF, è un’imposta che i proprietari (o i titolari di diritti reali) di fabbricati devono pagare in base alla rendita catastale, rivalutata del 5%, e proporzionata all’uso e alla percentuale di possesso.
L’abitazione principale e le relative pertinenze sono completamente esenti dall’IRPEF, mentre i fabbricati concessi in locazione sono tassati sulla base sei canoni annui corrisposti dall’affittuario al proprietario, per il 95% dell’importo. Per gli immobili non locati, si può scegliere in maniera alternativa tra l’IRPEF e l’IMU.
L’IMU, invece, è l’imposta comunale che va pagata dai proprietari o dai possessori di immobili di ogni tipo (fabbricati, terreni, aree edificabili). L’abitazione principale è esente da tale tassa, tranne nel caso in cui appartenga alla categorie catastali degli immobili di lusso (A/1, A/8 e A/9).
Sono, inoltre, esenti dall’IMU la casa familiare concessa al coniuge in seguita a separazione o divorzio, i terreni agricoli che si trovano in aree montuose o collinari e i terreni dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali.
L’IMU, poi, è ridotto del 50% per gli immobili concessi in comodato d’uso gratuito ai parenti, nel caso in cui siano usati come abitazione principale dal comodatario.
Ma esistono anche ulteriori agevolazioni per risparmiare sulle tasse relative agli immobili. Scopriamo quali sono.
I proprietari degli immobili locati possono risparmiare un bel po’ di soldi grazie alla cedolare secca.
Si tratta di un regime fiscale alternativo all’IRPEF e alle relative addizionali regionale e comunale, che consente l’applicazione di un’aliquota del 21%, che si riduce al 10% nell’ipotesi dei contratti a canone concordato stipulati nelle aree con un’elevata densità abitativa.
Si tratta di un enorme vantaggio, se si pensa che le aliquote IRPEF, attualmente, partono dal 23% e arrivano fino al 43%.
Chi sceglie la cedolare secca, inoltre, può beneficiare dell’esenzione dalle imposte di registro e di bollo sul contratto, risparmiando il versamento del 2% sui canoni pattuiti e dei 16 euro di bollo. Se il contratto è a canone concordato, inoltre, si può pagare fino al 25% in meno sull’IMU o un importo maggiore, nei Comuni che prevedono ulteriori riduzioni.
Grazie alla cedolare secca, i proprietari di immobili hanno la possibilità di risparmiare anche se possiedono un reddito elevato. Di contro, tale regime fiscale blocca il canone di locazione concordato all’inizio e non consente di adeguarlo all’inflazione.
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