Il 30 ottobre 2026 segnerà la fine di un’epoca per lo stabilimento Stellantis di Douvrin, nel nord della Francia. Dopo più di cinquant’anni di attività , quella fabbrica chiuderà definitivamente, ma non sparirà del tutto. Al suo posto sorgerà una gigafactory dedicata alle batterie per veicoli elettrici, un segnale chiaro della svolta green che sta investendo l’industria automobilistica. Quel sito, con una storia lunga e radicata, si trasformerà da cuore della produzione tradizionale a polo tecnologico all’avanguardia. Un cambio che racconta molto sulle sfide e le ambizioni di Stellantis, e sul futuro dell’auto in Europa.
Douvrin, la fabbrica che ha fatto la storia del motore PureTech Gen2
Lo stabilimento di Douvrin ha una lunga storia dietro le spalle. Nato alla fine degli anni ’60 dalla joint venture “Française de Mécanique” tra Peugeot e Renault, ha prodotto tra i 40 e i 50 milioni di motori, inclusi quelli storici come il V6 PRV. Negli ultimi anni, è stato soprattutto il cuore della produzione del motore 1.2 PureTech di seconda generazione, conosciuto internamente come EB2 Gen2.
Questo motore a tre cilindri, con una cinghia di distribuzione a bagno d’olio, è stato protagonista di molte polemiche per problemi tecnici seri. In particolare, la cinghia si usurava prima del previsto, causando guasti meccanici pesanti sulle auto e mettendo in difficoltà la reputazione di Stellantis. L’azienda ha dovuto intervenire più volte, allungando anche le garanzie per chi aveva problemi. Un capitolo difficile che ha segnato la percezione del motore e la credibilità del gruppo a livello mondiale.
Addio al PureTech Gen2: il passaggio al motore di nuova generazione
Per superare le difficoltà del PureTech di seconda generazione, Stellantis ha messo a punto un nuovo motore 1.2 turbo di terza generazione, con una catena di distribuzione più resistente. Questa scelta migliora nettamente affidabilità e durata. La produzione del nuovo motore è stata spostata a Trémery, e sarà usata soprattutto per i modelli mild hybrid del gruppo, cioè quelli con sistemi ibridi leggeri che aiutano a ridurre consumi ed emissioni.
Intanto, la produzione dei vecchi motori con la cinghia non è stata cancellata del tutto, ma trasferita nello stabilimento di Tychy, in Polonia. Qui continueranno a rifornire i mercati fuori dall’Europa occidentale, anche se questa linea sta perdendo importanza nelle strategie di Stellantis. Il cambio di direzione verso motori più moderni e affidabili vuole garantire qualità superiore ai clienti e rispettare norme sempre più severe su emissioni e prestazioni.
Da motori a batterie: la nuova vita dello stabilimento di Douvrin
La chiusura di Douvrin non significa abbandono completo del sito. Accanto all’area che chiuderà , sta infatti nascendo la gigafactory di ACC , la joint venture tra Stellantis, TotalEnergies e Mercedes-Benz che si concentrerà sulla produzione di batterie per auto elettriche. Questa è una delle mosse chiave per rafforzare la filiera europea delle batterie, un tassello fondamentale per la transizione verso la mobilità elettrica.
La nuova fabbrica promette di diventare un centro tecnologico di primo piano, specializzato nella produzione di celle e moduli per accumulatori elettrici. Anche se la domanda di batterie cresce più lentamente del previsto, l’azienda sta lavorando per ricollocare la maggior parte dei lavoratori, offrendo loro posti nella nuova produzione o in altre aree del gruppo. Così si cerca di limitare gli effetti negativi sul lavoro e sul territorio, affrontando la sfida con un piano di riconversione industriale concreto.
Un tempo simbolo della produzione europea di motori tradizionali, Douvrin si prepara a scrivere un nuovo capitolo, diventando una tappa fondamentale nella filiera dell’elettrificazione dell’auto. Un segno dei tempi che cambiano, in un settore dove le batterie sono la vera sfida e la nuova frontiera dell’innovazione e della mobilità sostenibile.
