Scuole, quanto spendono le aziende italiane per il digitale?

Menzione di merito per le aziende italiane: secondo una ricerca del Politecnico non solo sono un notevole espansione, ma investono in formazione più dei competitor esteri

L’interesse verso le nuove tecnologie digitali nell’ambito dell’apprendimento è in costante crescita tra aziende pubbliche, private, scuole e università. Nel corso del 2022, le aziende italiane hanno destinato il 40%, del loro intero budget per la formazione alle modalità di digital learning. In media, ogni organizzazione ha investito circa 480 mila euro in queste iniziative. Questi dati emergono dall’Osservatorio EdTech della School of Management del Politecnico di Milano, che ha presentato tali informazioni durante la seconda edizione del convegno “Lo stato dell’Edtech in Italia: le sfide della formazione tra capacità umane e artificiali”.

La situazione delle aziende italiane

I recenti dati provenienti dall’Osservatorio EdTech del Politecnico di Milano offrono uno sguardo dettagliato sul settore aziendale italiano, che risulta in notevole espansione. Nel 2022, il giro d’affari si attesta a circa 2,8 miliardi di euro, evidenziando una crescita del 26%, superiore a quella del mercato globale. In particolare, le aziende che forniscono soluzioni hardware e software a supporto della formazione hanno raggiunto un aumento del fatturato globale del 15%, raggiungendo i 142 miliardi di dollari quest’anno. Si prevede inoltre un tasso di espansione medio annuo del 13,6% fino al 2030.

Ma non finisce qui. L’Italia si distingue positivamente anche per quanto riguarda il finanziamento all’innovazione. Mentre nel resto del mondo gli investimenti del venture capital nel settore EdTech si sono dimezzati lo scorso anno rispetto al boom del biennio 2020-21, passando da 20,8 a 10,6 miliardi di dollari, l’Italia emerge come uno dei pochi Paesi in cui gli investimenti nel settore EdTech sono in aumento. Infatti, i fondi destinati alle startup sono più che raddoppiati, registrando un incremento del 137,5%. È importante notare che questa performance è correlata a un livello iniziale di investimenti relativamente più basso.

Secondo quanto risultato dall’indagine del Politecnico di Milano, nei trend emergenti nel campo dell’innovazione, si distingue la “gamification” dell’esperienza educativa. Questo approccio coinvolge non solo l’ambito didattico nelle scuole e nelle università, ma si estende anche ai processi formativi aziendali. D’altra parte, i benefici derivanti dall’adozione di soluzioni digitali per la didattica si concentrano principalmente sul maggiore coinvolgimento degli studenti (78%), sull’inclusione di ragazzi più introversi o con bisogni particolari (68%) e sull’aumento dell’efficacia (50%). Le tecnologie più diffuse attualmente includono software per la creazione di mappe concettuali, indicati soprattutto per chi soffre di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (78%), audiolibri o ebook per facilitare la lettura precisa e fluida (67%), piattaforme basate su giochi per la creazione di quiz interattivi e coinvolgenti (59%), e strumenti digitali che utilizzano il gioco come modalità didattica, come app o tappeti interattivi (39%).

Aziende e investimenti nel digitale
Aziende e investimenti nel digitale | PIXABY @Mohamed_hassan

Il periodo della pandemia ha accelerato l’adozione di strumenti digitali anche nelle università, con il 5,6% del budget medio destinato alla trasformazione digitale. Il 57% delle università ha aumentato gli investimenti in queste iniziative rispetto al 2022. La trasformazione digitale assume un ruolo centrale, con il 72% delle università che l’ha inclusa nei piani strategici, spesso con priorità elevata. La maggior parte delle università offre una buona percentuale di corsi di studio in presenza supportati da strumenti digitali (96%) e permette la registrazione delle lezioni (50%). Tra gli strumenti più innovativi, sono diffusi gli open badge (58%), i sistemi di gamification (46%) e la realtà virtuale e/o aumentata (31%).

“Il coinvolgimento e l’engagement degli studenti e dei dipendenti nel processo di formazione rappresentano temi cruciali nel contesto della tecnologia educativa”, sottolinea Martina Mauri, direttrice dell’Osservatorio EdTech. In tal senso, emerge la crescente necessità di adottare un approccio omnicanale che integri soluzioni e momenti formativi.

Nonostante il riconoscimento dell’importanza della formazione da parte del Top Management, solo il 35% delle organizzazioni integra formalmente i piani formativi nei piani strategici aziendali. Pertanto, emerge  la necessità di una formazione continua e integrata nella routine quotidiana, e il digitale gioca un ruolo chiave in questa trasformazione. Nel 2022, il 40% del budget della formazione è stato dedicato al digital learning, equivalente a circa 480mila euro per azienda e per il 2023 si prevede un aumento del 4,9% degli investimenti in digitale.

L’urgente necessità di sviluppare nuove competenze si intreccia con l’opportunità offerta dalla tecnologia per migliorare l’efficacia dell’apprendimento, anche se al momento mancano evidenze scientifiche riguardo a un impatto tangibile dell’utilizzo del digitale nell’educazione. In questo contesto, l’utilizzo dei dati gestiti dall’intelligenza artificiale si configura come “un’opportunità per personalizzare il percorso formativo in base alle esigenze individuali e semplificare l’esperienza del discente, attraverso modalità sempre più immediate, intuitive e veloci”, conclude Mauri.

La scuola italiana e il digitale

In un’epoca in cui l’Intelligenza Artificiale sta trasformando la società, uno degli ambienti più influenzati è senza dubbio quello dell’istruzione. Le straordinarie capacità di analisi e elaborazione dei dati dell’IA la rendono una potente alleata nella creazione di un ambiente educativo sempre più innovativo e all’avanguardia.

Le intelligenze artificiali, in particolare quelle di natura generativa, possono rappresentare preziosi alleati per insegnanti e studenti, facilitando la produzione di materiali didattici personalizzati, adattati alle esigenze specifiche di ciascun alunno. Oltre a questa funzione, l’IA si dimostra un utile strumento per monitorare il progresso degli studenti, individuando tempestivamente eventuali difficoltà o lacune nel loro percorso di apprendimento, permettendo così agli insegnanti di intervenire in modo mirato.

Ma le potenzialità dell’IA non si esauriscono qui: essa si rivela un valido alleato anche nell’organizzazione e nella gestione delle attività scolastiche, contribuendo all’ottimizzazione dei tempi e delle risorse disponibili. La capacità dell’IA di elaborare ingenti quantità di dati può essere impiegata per analizzare le performance scolastiche complessive, individuando possibili miglioramenti nei processi didattici e consentendo così un continuo perfezionamento del sistema educativo.

Il digitale nella scuola
Il digitale nella scuola | PIXABY @zapCulture

Il Progetto DIG4Future di Save The Children

Nel contesto dell’innovazione didattica, con l’obiettivo di esplorare i possibili impatti delle nuove tecnologie e dell’Intelligenza Artificiale sull’apprendimento e sulle strategie didattiche, Save The Children ha inaugurato il progetto DIG4Future. Tale iniziativa mira a comprendere in modo approfondito come l’IA possa essere integrata in maniera efficace e positiva nelle scuole.

Le attività scolastiche del progetto DIG4Future, implementate in Bulgaria, Grecia, Italia e Romania, rientrano:

  • Foglio Intelligente: una risorsa sviluppata da Paul Curzon della Queen Mary University of London, che, mediante un gioco semplice come il tris, illustra agli studenti le caratteristiche e il funzionamento di un algoritmo, collegandolo al tema dei dati.
  • Teachable Machine: un software che consente di addestrare un’IA inserendo dati visivi, osservando come la teologia riesca a riconoscere immagini e soggetti.
  • L’uso di intelligenze artificiali come Crayon

Sebbene si tratti di una grandissima rivoluzione in senso digitale, l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nella scuola pone diverse sfide che richiedono un approccio ponderato per garantire un’efficace integrazione e favorire lo sviluppo di una didattica innovativa.

Sicuramente, una delle sfide principali riguarda la formazione degli insegnanti, che devono essere adeguatamente preparati e aggiornati sulle nuove tecnologie e metodologie didattiche legate all’uso dell’IA. Per questo, investire nella formazione continua del corpo docente è essenziale per massimizzare le potenzialità dell’IA, migliorando sia l’esperienza di apprendimento degli studenti sia l’efficienza delle attività didattiche. Allo stesso modo, è parimenti necessario un adeguamento delle infrastrutture e delle risorse tecnologiche disponibili per garantire il corretto funzionamento e l’utilizzo efficace dell’IA nell’ambito scolastico. Per farlo, sono indispensabili investimenti economici e una stretta collaborazione tra istituzioni e aziende specializzate nello sviluppo delle tecnologie legate all’IA.

 

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