Ricostituzioni per le pensioni: quando si fa e chi può farne richiesta, la guida dettagliata per procedere.
La ricostituzione della pensione è una misura che permette di aumentare l’importo dell’assegno in seguito ad una richiesta all’Inps. L’aumento avviene accreditando nuovi contributi dopo la decorrenza pensionistica. Il calcolo dunque avviene su una pensione già esistente, tramite un computo di periodi lavorativi o di contribuzione non calcolati precedentemente per diversi motivi. Non sempre è possibile applicare la ricostituzione ma in alcuni casi ottenerla è semplice, la richiesta può essere presentata online o di persona, vediamo i requisiti d’accesso e tutti i dettagli.
Le ricostituzioni delle pensioni per motivi contributivi, permettono delle variazioni sull’importo delle pensioni attraverso un accredito di contributi versato o dovuto. I contributi in genere corrispondono a periodi antecedenti alla pensione. Per le pensioni già esistenti dunque, è possibile effettuare un ricalcolo nel quale si terrà conto dei periodi di lavoro non calcolati in precedenza.
Questa procedura ha lo scopo di tutelare i lavoratori da eventuali difficoltà incontrate nel ricevere la documentazione necessaria per l’accredito dei propri contributi. La norma inoltre consente di valutare i contributi versati in ritardo mettendoli sullo stesso piano di quelli versati anteriormente. Di conseguenza la pensione sarà riliquidata dalla decorrenza originaria, al pensionato spetteranno dunque anche gli arretrati nei limiti della prescrizione decennale.
La ricostituzione sulla pensione, può essere applicata in alcuni casi, ad esempio quando i contributi non sono stati accreditati in fase di prima liquidazione, quando sono stati esclusi in fase di prima liquidazione o quando è stata effettuata una modifica del valore retributivo o contributivo già considerati in fase di prima liquidazione. Tenendo conto di questi presupposti, ogni pensione verrà ricalcolata prendendo in considerazione le norme in vigore nel periodo della decorrenza originaria.
A poterla richiedere sono i titolari di pensioni provenienti dall’assicurazione generale obbligatoria, i beneficiari di pensioni dalle gestioni speciali, come ad esempio lavoratori autonomi. I beneficiari di pensioni della gestione pubblica e i titolari di pensioni provenienti da tutte le altre gestioni integrative. A poter effettuare la richiesta sono anche i soggetti che notano delle anomalie dovute alla propria posizione contributiva, ad esempio per i periodi di maternità, leva o malattia. Per fare domanda sarà necessario presentare alcuni documenti tra cui, la carta d’identità, i documenti di riconoscimento dell’eventuale coniuge, lo stato civile, la dichiarazione dei redditi, il codice fiscale dei parenti a carico, la documentazione riguardo i periodi contributivi da accreditare e l’ECOCERT che attesti i periodi contributivi.
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