Economia

Quanto contributi ti servono oggi per andare in pensione

L’aspettativa di vita influisce sugli anni di contributi necessari alla pensione. Ecco quanti ne servono oggi per arrivarci.

Piano pensionistico, questi gli anni di contributi richiesti (CodiciAteco.it)

L’accesso alla pensione tiene conto di alcuni fattori, il più importante di questi è l’aspettativa di vita. Tenendo conto di quest’ultima, ogni due anni il legislatore avvia un processo di revisione dell’età pensionabile, alzando l’asticella in base appunto a quello che è la prospettiva di anzianità dei cittadini; in alcuni momenti storici però, non è soltanto l’età anagrafica ad aumentare perché a cambiare sono anche i parametri richiesti per quanto riguarda i contributi.

In altre parole, aumenta l’età per andare in pensione e, allo stesso tempo, sono richiesti sempre più anni di contributi versati per ottenere l’assegno pensionistico. Un processo di revisione che per quanto ingiusto possa sembrare si rende necessario a causa del fatto che il nostro è un Paese che diventa sempre più vecchio, aumentano gli anziani ma non ci sono abbastanza lavoratori per compensare le uscite pensionistiche: mancano i soldi e di conseguenza i governi avviano riforme nel settore pensionistico.

Nei fatti questo però si traduce in giovani lavoratori odierni che andranno in pensione in età sempre più avanzata e con la richiesta di anni contributi versati che si fa davvero alta. Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire quali sono le aspettative per i prossimi anni ovvero quanti anni di contributi saranno richiesti per andare in pensione.

Pensione e contributi, ecco come cambieranno nei prossimi anni

Per controllare i contributi versati è necessario loggarsi sul sito dell’INPS (CodiciAteco.it)

Prima di passare alle proiezioni dei piani pensionistici futuro facciamo un attimo il punto della situazione. Il sistema pensionistico in Italia è così ripartito:

  • pensione di vecchiaia che si può richiedere dai 67 anni con 20 anni di contributi o dai 71 anni con 5 anni di contributi effettivi;
  • pensione ordinaria per la quale sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e un anno in meno per le donne;
  • pensione contributiva per la quale bisogna raggiungere i 64 anni di età con 20 anni di contributi e la maturazione di un assegno che sia tre volte il valore dell’assegno sociale;
  • infine quota 41 riservata ai precoci e per la quale si richiede 41 anni di contributi versati per smettere di lavorare.

Tenendo conto di questo quadro c’è da dire che la pensione di vecchiaia può essere, sempre tenendo conto dell’aspettativa di vita, ritoccata solo per quanto riguarda la variabile anagrafica mentre i contributi restano invariati. Questi ultimi possono cambiare negli altri tre casi previsti che rientrano tutti nella macrocategoria delle pensioni anticipate.

Queste tre tipologie pensionistiche, quindi, sottostanno all’idea per cui se si vive di più bisogna lavorare di più, per cui bisogna versare più contributi. Il decreto n.4 del 2019 ha bloccato gli adeguamenti rispetto alla prospettiva di vita fino al 2027, anno a partire dal quale inevitabilmente cambieranno i requisiti richiesti per andare in pensione.

Come cambiano le aspettative di vita e che influenza avranno sui contributi da versare

Stando ai dati diffusi dall’Istat le aspettative di vita aumenteranno di 2 mesi ogni biennio e laddove questa previsione dovesse essere rispettata i requisiti contributivi pensionistici cambieranno ogni due anni seguendo un preciso schema. Per la pensione contributiva sarà necessario:

  • dal 2027 si dovranno avere 64 anni e 2 mesi per requisito anagrafico e 20 anni e 2 mesi di contributi versati;
  • nel 2029 64 anni e 4 mesi di età con 20 anni e 4 mesi di contributi;
  • nel 2031 64 anni e 6 mesi di età con 20 anni e 6 mesi di contributi;
  • per il 2033 saranno necessari 64 anni e 8 mesi con 20 anni e 8 mesi di contributi versati;
  • fino ad arrivare al 2039 con 65 anni e 2 mesi di età anagrafica e 21 anni e 2 mesi di contributi.

Per quanto riguarda Quota 41, invece, a partire dal 2027 l’adeguamento prevede 41 anni e 2 mesi di contributi versati per andare in pensione che aumenta di due mesi per ogni biennio fino ad arrivare al 2039 per cui saranno richiesti 42 anni e 2 mesi di contributi versati.

A partire dal 2027 aumenterà, infine, anche il numero di contributi richiesti per la pensione anticipata. Come accennato prima oggi sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne; tra due anni la soglia sale a 43 anni per gli uomini e 42 per le donne e nei bienni successivi si aumenterà sempre di due mesi fino ad arrivare al 2039 quando saranno richiesti 44 anni di contributi per gli uomini e 43 per le donne.

Anna Peluso

Recent Posts

Seda trionfa agli European Carton Excellence Awards 2026 con Da Vinci Clamshell, il packaging innovativo per il foodservice

«Un contenitore di carta che rivoluziona il modo di servire il cibo»: così Seda International…

8 ore ago

Stm punta sul Regno Unito: nuova espansione nel mercato inglese della meccanica

Il Regno Unito non è più solo un mercato da osservare da lontano per Stm.…

17 ore ago

Sanlorenzo e Swan: integrazione perfetta alla Rolex Swan Cup 2024 al Costa Smeralda Yacht Club

Il sole si riflette sulle onde tranquille di Porto Cervo, mentre l’adrenalina monta sulle banchine…

17 ore ago

iPhone 18 Pro Teardown: Come Apple ha Reso la Dynamic Island Più Compatta nel Nuovo Modello

Quando si parla di iPhone 18 Pro e Pro Max, l’occhio cade subito su un…

1 giorno ago

Nucleare in Italia: Edison mira al primo mini-reattore entro il 2035 con progetto europeo da miliardi

L’Europa si prepara a cambiare volto sul fronte dell’energia nucleare: dieci mini-reattori di nuova generazione…

2 giorni ago

Vivo X500 avvistato su Geekbench con 12 GB RAM: quale processore nasconde il nuovo smartphone?

Il 21 settembre Vivo alzerà il sipario sulla sua nuova serie X500, e l’attesa è…

2 giorni ago