Cattive notizie provengono da Poste italiane e riguarda le persone che aspettano la pensione di aprile, cosa accadrà? Non fatevi trovare impreparati.
Nonostante marzo sia iniziato ancora da poco, sorgono già le prime domande per quanto concerne le pensioni erogate nel mese di aprile. Più precisamente ci si chiede infatti quando verranno pagate le pensioni INPS e come saranno calcolati gli importi. E’ giusto che i cittadini siano informati su un tema tanto scottante quanto appunto le pensioni, in modo da sapere con largo anticipo quello che accadrà.
Soprattutto perché negli anni si è assistito ad un cambio di rotta: nel biennio 2021-2022 quando il mondo era colpito dalla pandemia, chi aveva la pensione presso Poste Italiane poteva ritirare l’assegno con circa una settimana di anticipo, questo a causa delle restrizioni che vi erano per mantenere il distanziamento sociale. Una consuetudine che poi nel 2022 è stata abolita dal Governo Draghi e anche da quello Meloni. Quindi da ciò cosa si evince? Che, come è avvenuto per il 2023, anche dal 2024 non ci saranno gli anticipi di pagamento per le pensioni di aprile. Quanto occorrerà aspettare?
Tornando alla domanda principale, ovvero quando saranno pagati gli assegni pensionistici nel mese di aprile, occorre prestare attenzione perché non saranno accreditate lunedì primo aprile ma martedì 2 aprile, quindi il secondo giorno del mese. Questo slittamento avviene a causa della festività del lunedì dell’Angelo – Pasquetta – che sarà proprio il primo aprile, ecco perché i pagamenti arriveranno 24 ore dopo.
È possibile consultare il cedolino della pensione di aprile 2024, ma se siete impossibilitati perché manca, non dovete allarmarvi assolutamente perché l’INPS aggiorna in tempi brevi l’area riservata personale. Quindi passate a controllare in un secondo momento troverete le informazioni utili.
ll cedolino va consultato in maniera approfondita perché è lì dove saranno indicati tutti i nuovi importi delle pensioni del 2024, che – si ribadisce ancora una volta – sono stati rivalutati a seconda delle varie fasce.
Per chi ancora non lo sapesse, con l’introduzione delle nuove aliquote IRPEF, divise in tre fasce e non più in quattro rispettivamente pari al 23 e 35 43%, si ottiene una riduzione dell’onere fiscale per i redditi medi e bassi. Una modifica di tutto rispetto perché può portare anche ad un incremento netto annuo di €260, sarebbero 21€ al mese all’incirca. Una riduzione fiscale che risulta dall’addio alla precedente imposizione che tassava il reddito da €15.001 fino a 28.000 al 25%. I pensionati con un reddito rientrante in questa range, potranno vedere un leggero aumento di un netto mensile.
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