Al locatore è concesso per legge il diritto di rifiutare di affittare la casa di sua proprietà ad alcune categorie? Analizziamo la cosa nel dettaglio.
Il mercato immobiliare sta diventando sempre più difficile da gestire per diversi motivi. Innanzitutto trovare una casa da acquistare non è per niente facile. I tassi di interesse per la concessione di un mutuo sono arrivati a cifre altissime e diventano inaccessibile per sempre più persone. Inoltre, la strada alternativa è quella dell’affitto, ma anche in questo caso i costi stanno arrivando a dei livelli impressionanti. Soprattutto nelle grandi città, dove sta spopolando il fenomeno dei B&B che fanno abbassare in maniera radicale il numero di proposte sul mercato. Con un conseguente aumento dei prezzi per le case disponibili.
Si tratta di una pura e semplice legge di mercato, nulla di nuovo. A complicare ancora di più questo discorso, poi, si aggiunge un’altra questione. Vale a dire il fatto che, a volte, si trovano dei problemi anche a raggiungere un accordo con il locatore per chi va in affitto. Ma da questo punto di vista al proprietario di casa è concesso rifiutare gli inquilini? E’ ovviamente possibile se manca l’accordo economica, ma si può non fittare la propria casa ad una precisa categoria di persone? Andiamo a vedere in maniera dettagliata che cosa dice la legge da questo punto di vista.
Può capitare che, a svariate condizioni, dei locatori rifiutino alcune persone come inquilini della loro proprietà. I casi più frequenti sono le famiglie con i figli o quelle con cani o in generale animali domestici, dal momento che potrebbero arrecare dei danni alla struttura. La prima cosa da dire, in tal senso, è che il locatore ha assolutamente il diritto di decidere a chi affittare la propria casa. Questo vuol dire che, per esempio, si può decidere di non concedere l’affitto a studenti universitari.
La libertà contrattuale, però, non deve andare a cozzare, come si suol dire, con quelle che sono le norme antidiscriminazione. Ciò vuol dire che non si può decidere di rifiutare come inquilini delle persone solo per questioni di discriminazioni razziali o di genere. Le esclusioni, in tal senso, possono essere anche comunicate in maniera pubblico con l’annuncio relativo. Ricapitolando: è consentito, ma non lo si può fare con atti discriminatori. Prima di procedere, ti ricordiamo come registrare un contratto d’affitto.
E’ concesso al locatore, anche al fine di metterlo nelle condizioni di tutelarsi, il diritto di chiedere informazione a chi intende prender casa in affitto circa le sue condizioni economiche, magari chiedendo la busta paga. In assenza di queste informazioni o se la situazione dovesse essere precaria, il locatore ha il diritto di non concedere l’affitto. Diversa, invece, è la questione relativa alla presenza di cani in una casa presa in affitto.
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