Pensioni, qual è il massimo pignorabile previsto per legge? Ci sono dei cambiamenti in arrivo, vediamo nel dettaglio di che cifre si sta parlando.
I creditori per ottenere la soddisfazione del proprio credito ricorrono ad alcune misure tra cui l’esecuzione forzata. Ci sono dei limiti per quanto riguarda il pignoramento della pensione. La legge prevede dei paletti che devono essere rispettati per salvaguardare il minimo vitale riconosciuto come necessario per provvedere alle varie spese che si presentano nella vita di tutti i giorni.
ll pignoramento della pensione è lo strumento che la legge consente per permettere ai creditori di recuperare uno o più debiti. Questo processo è previsto dall’articolo 543 del codice di procedura civile il quale sotto la rubrica pignoramento presso terzi dà al creditore la facoltà di soddisfare le proprie richieste anche su beni che non sono ancora in possesso del debitore ma che appartengono ad un terzo soggetto chiamato dalla legge come terzo pignorato.
Fatta questa premessa, occorre specificare che non tutta la pensione può essere oggetto di pignoramento. La legge per tutelare le esigenze di entrambe le parti ossia creditori da una parte e dall’altra debitori ovvero i pensionati, dispone che il pignoramento può avvenire ma entro una certa entità salvaguardando – come già citato sopra – il cosiddetto minimo vitale.
Tale limite riguarda anche lo stipendio, il pignoramento in busta paga può avvenire in una misura non superiore ad un quinto del reddito netto percepito mensilmente. Ma tornando al discorso pensioni, come calcolare il limite effettivamente pignorabile dai creditori? “Le somme dovute a titolo di pensione, indennità sostitutive della pensione o altri assegni di quiescenza non possono essere pignorate fino a un importo corrispondente al doppio della misura massima mensile dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro. Questo è quanto previsto dal decreto 115 del 2022 che ha modificato il precedente limite pari a 1,5 volte l’assegno sociale, adesso invece è pari al doppio.
Dati alla mano: considerando che l’assegno sociale è di 534,41 euro, la soglia della pensione non pignorabile ammonta a 1068,82. Della restante parte, la pensione potrà essere pignorato un quinto. Quindi se una pensione è di 1.500 euro la parte che può essere aggredita dal creditore è pari a 431,00 euro di cui un quinto equivale a 86,23.
Il 2024 segna un anno di svolta per l’aerospazio cinese. Mega Engine Technology, start-up di…
Al COMPUTEX 2026, Acer ha fatto parlare di sé con due nuovi portatili Windows 11…
“Il futuro del lavoro in banca è appeso a un filo.” Lo dicono i sindacati,…
A pochi passi dal cuore pulsante di Milano, in Piazza Risorgimento, ha appena aperto un…
Il conto deposito rappresenta uno degli strumenti di risparmio più diffusi in Italia, eppure non…
Hai mai pensato a quante volte ti sei chiesto chi fosse alla porta, senza poterlo…