Pensione reversibilità e nuovo matrimonio, cosa succede al beneficiario: i casi in cui si continua a percepire
Il coniuge superstite di un pensionato deceduto ha diritto alla pensione di reversibilità. Si tratta di un sostegno economico erogato dall’Inps anche se in percentuale minore, di norma circa il 60% che il defunto percepiva. Viene erogata in base al reddito personale garantendo, soprattutto in alcuni casi, un importante supporto finanziario. Non viene erogata automaticamente poiché la richiesta deve essere presentata all’Inps.
Il diritto a ricevere la reversibilità non è solo del coniuge ma anche dei figli. È prevista al 70% al figlio unico se manca il coniuge, al 20% a ciascun figlio se ha diritto a pensione anche il coniuge, a 40% a ciascuno dei figli se manca il coniuge, al 15% a ciascun genitore del pensionato defunto e infine al 15% anche a ciascuno dei fratelli o sorelle.
Ma quando il coniuge perde diritto alla reversibilità? In due casi: oltre oltre ovviamente alla caso di morte del beneficiario (quindi del coniuge superstite), anche se questi si risposa. In questo seconda caso, però, si ha diritto a qualcosa in più. C’è una legge che risale al 1945 che prevede una regola particolare: se il coniuge superstite convola a seconde nozze e perde la reversibilità, ha diritto una tantum a un assegno pari a due annualità della pensione stessa. Ma per ottenere la doppia annualità (che in pratica corrisponde a 26 mensilità) bisogna presentare una domanda all’Inps.
Ma c’è un modo per sposarsi senza perdere la pensione di reversibilità? L’unico è se il matrimonio è solo religioso, senza effetti civili, di solito non produce alcun effetto sulla pensione di reversibilità che è generalmente legata al matrimonio civile poiché il rito religioso di per sé non costituisce un cambiamento di stato civile.
Con rito religioso non bisogna fare assolutamente nulla mentre se è civile bisogna seguire la procedura stabilita e informare l’Inps dei cambiamenti dello stato civile.
Prima di procedere, però, si può anche intraprendere un’altra strada per avere tutto più chiaro poiché non è escluso che la legge possa essere di recente modifica (come infatti potrebbe avvenire). In questo caso si consiglia di contattare un avvocato o comunque un professionista di diritto previdenziale che sono anche a disposizione nei Caf.
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