Pensionato, INPS avanza una richiesta sorprendente: la restituzione delle assegni mensili già accreditati. La spiegazione incredibile.
Proprio in questi giorni di inizio mese sono avvenuti da parte dell’INPS gli accrediti delle pensioni sui conti correnti di molti titolari di trattamenti previdenziali o assistenziali. Per altri invece l’appuntamento è con gli uffici postali e con i giorni prestabiliti dal calendario di Poste italiane per il pagamento in contanti.
Comunque di solito l’operazione è eseguita senza particolari problemi. D’altra parte il pensionato ha sempre modo di controllare l’importo mediante la consultazione del suo cedolino pensionistico presente sul sito ufficiale dell’INPS. Su questo importante documento si trovano servizi e informazioni utili per il titolare del trattamento, comprese eventuali comunicazioni inerenti proprio la pensione. Nel caso del pensionato in questione, la comunicazione dell’INPS ha qualcosa di inverosimile.
Un pensionato pugliese, originario di Foggia, ha ricevuto proprio in questi giorni una singolare richiesta da parte dell’INPS: la restituzione degli assegni pensionistici relativi alla mensilità di gennaio e febbraio di quest’anno. La richiesta dell’Istituto di prevvidenza sociale, in realtà, è arrivata all’istituto di credito dove l’uomo aveva il conto corrente per gli accrediti della pensione.
Ma non è tanto l’oggetto della domanda a essere particolare, quanto le sue motivazioni. Secondo l’INPS l’uomo era deceduto dal primo dicembre del 2023 e quindi gli assegni accreditati successivamente andavano restituiti. La banca ha immediatamente avvertito il suo cliente, che nel frattempo aveva spostato il conto presso un altro istituto bancario. Il pensionato, vivo e vegeto, si è rivolto all’INPS per confermare il suo stato “vivente” e per avere chiarimenti riguardo la vicenda, particolarmente spiacevole.
I funzionari dell’Istituto interpellati dall’uomo hanno risposto di aver risolto l’equivoco e che quindi il pensionato non era tenuto alla restituzione delle due mensilità. Inoltre nel sistema dell’INPS, il pagamento della pensione relativo a marzo appariva sbloccato, con accredito già dal primo del mese. In realtà fino alla giornata di ieri, dell’accredito non vi è stata traccia. Nonostante l’anziano avesse già avvisato l’istituto di credito, dove aveva in precedenza spostato il conto.
Probabilmente si tratta di un errore di omonimia e di un bug del sistema, fatto sta che la questione appariva da risolvere completamente con la disponibilità effettiva della somma spettante sul conto corrente. Una buona norma per tutti i pensionati è di controllare il proprio cedolino pensionistico per verificare la somma accreditata.
Come accennato vi si trovano importanti informazioni a partire dall‘importo esatto dell’accredito. In caso di variazioni della cifra si possono leggerne anche le motivazioni. Per consultare il documento basta collegarsi al sito dell’INPS e accedere con le credenziali SPID personali alla propria area riservata o interpellare il Contact Center dell’Istituto.
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