Devi andare in bagno mentre sei al lavoro ed il tuo datore di lavoro te lo impedisce? Ecco che cosa prevede la legge in questi casi.
In materia di diritti legati al mondo del lavoro in Italia non c’è quasi mai la sufficiente informazione e la giusta consapevolezza. Molte cose, infatti, si danno per scontate, ed altrettante si sottovalutano in senso assoluto, per pigrizia o anche perché magari si vogliono evitare delle tensioni con il proprio datore di lavoro. Un tema sempre estremamente delicato da affrontare e che non va sottovalutato è quello relativo ai momenti di relax che vengono concessi durante una giornata di lavoro ad un lavoratore. Sono un diritto che viene riconosciuto a tutti e laddove non è concesso nascono seri problemi.
La pausa, infatti, è, come detto anche in precedenza, un diritto di ogni lavoratore. Non c’è, in tal senso, regolamento interno che tenga. Ne hanno diritto e va loro concessa la possibilità di ricaricarsi fisicamente e mentalmente durante la loro giornata di lavoro. La pausa lavoro, poi, può essere impiegata dal dipendente come meglio credere. Per mangiare, per svagarsi, per fumare una sigaretta o, in alternativa, per andare in bagno. Ma che cosa succede nel momento in cui un lavoratore deve andare in bagno fuori da questo momento di pausa che viene concesso? Ecco che cosa prevede la legge da questo punto di vista.
La prima cosa da dire è che il datore di lavoro deve sempre mette i lavoratori nelle condizioni di avere a disposizione “la mobilità e l’utilizzazione dei servizi sanitari e di igiene personale”. A recitare così è il Decreto legislativo del 9 aprile del 2008, numero 81, con un riferimento specifico all’articolo 63, comma 4. Detto in altri termini, l’azienda non ha nessun diritto di vietare ai propri dipendenti la possibilità di andare in bagno ogni qual volta questo si rende necessario.
In tal senso, laddove questo diritto dei lavoratori viene violato, il datore di lavoro rischia davvero grosso e dopo andremo ad analizzare anche le sanzioni. E’ giusto tenere a mente, però, che ovviamente il datore di lavoro può sottoscrivere un regolamento interno che bilanci le esigenze della società e quelle del dipendente. Per esempio può prevedere che, prima di assentarsi, il lavoratore deve segnalare ai colleghi che si assenterà e deve assicurarsi di essere coperto. Il discorso cambia per quel che riguarda la pausa sigaretta, invece.
Nel momento in cui questo divieto posto dal datore di lavoro ai suoi lavoratori causa dei problemi, questi ultimi possono chiedere un risarcimento danni. I danni possono essere patrimoniali, nel momento in cui si realizza una diminuzione a livello economico. Discorso diverso per i danni non patrimoniali, quando cioè viene danneggiata la qualità della vita o l’integrità psico fisica. Ecco invece cosa dice la legge sugli orari del lavoro part time.
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