Alcuni si convincono di agire con furbizia quando si tratta di fatturazione: in realtà, chi sfrutta una Partita Iva falsa per non pagare le tasse viene scoperto facilmente e rischia dei danni consistenti.
Parlando di Partita Iva falsa, stiamo trattando una tematica molto delicata che tocca il mondo del lavoro nel suo aspetto più sleale. Ci troviamo a guardare una realtà che unisce tanto il lavoro autonomo quanto il lavoro subordinato in maniera totalmente illegale.
Al giorno d’oggi, sono molti i datori di lavoro che credono di non pagare le tasse “accollandole al dipendente”: quest’ultimo si ritrova costretto a dover aprire Partita Iva per poter lavorare, pagando le tasse annesse, pur svolgendo a tutti gli effetti un’attività di lavoro dipendente. Questo atteggiamento va a minare i principi etici e la legittimità di un regolare contratto di lavoro. Ebbene, come poter riconoscere queste situazioni e agire prontamente? E quali sono le conseguenze per le parti coinvolte in questo tipo di contratto?
Per Partita Iva falsa intendiamo un lavoratore a tutti gli effetti dipendente che si è ritrovato costretto ad aprire Partita Iva. La chiamiamo “falsa” perché effettivamente non svolge un lavoro autonomo in qualità di libero professionista. La legge distingue due tipologie di lavoro: quello subordinato e quello autonomo. In quello subordinato, il datore di lavoro stipula un contratto di assunzione e paga gli oneri richiesti per il lavoro del suo dipendente, fornendo una serie di vantaggi quali la malattia e le ferie pagate. Al contrario, quello autonomo prevede Partita Iva e consiste in collaborazioni volte a soddisfare l’esigenza del cliente ma sulla base delle disponibilità e delle tariffe del professionista, il quale versa in autonomia all’INPS le tasse dovute. Costringere un dipendente ad aprire Partita Iva significa costringerlo a pagare tasse e versare contributi togliendo denaro alla sua remunerazione, portando il datore di lavoro o le tasche dell’azienda a risparmiare illegalmente.
L’irregolarità in questione deve essere segnalata. Le sanzioni annesse variano in base alla gravità dell’infrazione e alle specifiche casistiche e ricadono sul datore di lavoro. Da un punto di vista legale, il lavoratore verrà considerato un dipendente a tempo indeterminato, senza quindi subire danni. Tuttavia, dal 1° gennaio 2016, è stato istituito il Jobs Act, il quale introduce la possibilità per i datori di lavoro di assumere i dipendenti con Partita Iva con regolare contratto a tempo indeterminato estinguendo la possibile accusa di illecito amministrativo. Scopri l’incredibile novità che riguarda le Partite Iva.
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