Risolviamo un dilemma che attanaglia molte persone per le quali è abitudine usare il Pos per pagare: sotto cifre basse come 5 o 10 euro, si pagano commissioni?
Cambiano le linee guida riguardanti negozianti e commercianti: una nuova circolare dell’Associazione bancaria italiana conterrà le disposizioni raggiunte in accordo con il Ministero dell’Economia e le varie Associazioni degli esercenti e gestori di circuiti di pagamento e carte di credito. Sono previsti dei cambiamenti sulle commissioni delle transazioni di importo inferiore a 30 e 10 euro.
Queste nuove direttive vogliono garantire una maggior trasparenza sui costi attribuiti ai pagamenti elettronici per tutti i negozianti, ristoratori, albergatori nonché piccole e medie imprese. E’ previsto un nuovo modello standardizzato da mettere in pratica: ogni esercente dovrà compilarlo e potrà avere una visione chiara di tutte le spese, utile anche a confrontare tra loro le varie offerte e scegliere quella che fa più al caso proprio.
Queste introduzioni puntano sia a migliorare la competitività sia a consentire alle imprese più piccole di ottimizzare la spesa proveniente dai pagamenti elettronici. In linea con quanto espresso dalla legge di Bilancio, il nuovo protocollo sulle transazioni più basse è sinonimo di buon auspicio: azzera le commissioni fino a 10 euro e le riduce per importi da 11 a 30 euro.
L’accordo ha ottenuto il sostegno dell’Antitrust a seguito di sette mesi di negoziazioni tra l’Abi, le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento e le diverse organizzazione di categoria, quali Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Fipe. Stando a quanto previsto dal protocollo, le banche e i gestori di carte e circuiti dovranno promuovere delle iniziative commerciali in linea con la nuova politica, garantendo anche una trasparenza tale da consentire alle imprese e ai commercianti di paragonare le varie offerte.
Al momento, le commissioni Pos sono ancora presenti anche per transazioni più basse di 5 e 10 euro. Non è stata approvata una legge ma l’accordo raggiunto fa ben sperare che qualcosa possa cambiare presto: secondo le prime stime, sarà possibile arrivare a risparmiare complessivamente fino a 500 milioni di euro oggi spesi in commissioni, considerando una media di costo dello 0,7% per ogni transazione.
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