Microduck è alto appena 25 centimetri, pesa meno di 800 grammi, e a prima vista sembra più un giocattolo che un robot. Ma dietro quella sagoma minuta c’è molto di più: un concentrato di tecnologia, progettato da Pollen Robotics, la divisione di Hugging Face. Questo robot bipede non è qui per intrattenere o fare compagnia, ma per mettere alla prova modelli di intelligenza artificiale direttamente sul campo. Movimento, equilibrio, cadute e rialzi: Microduck sfida gli algoritmi a confrontarsi con le difficoltà concrete del mondo reale, trasformando ogni passo in un esperimento di apprendimento.
Con i suoi 25 centimetri di altezza e meno di 800 grammi di peso, Microduck è progettato con cura per essere maneggevole e sicuro durante i test. Al suo interno ci sono 15 motori che muovono le articolazioni, una fotocamera per “vedere” l’ambiente, un piccolo sensore di profondità per capire le distanze e due unità inerziali che ne tengono sotto controllo l’orientamento nello spazio. Un becco articolato gli permette di afferrare piccoli oggetti, una funzione fondamentale per mettere alla prova la manipolazione fine.
Le dimensioni ridotte non sono un caso: in caso di cadute o movimenti sbagliati durante gli esperimenti, il robot si schianta su superfici morbide, riducendo il rischio di danni costosi. Questo permette di moltiplicare i tentativi di addestramento senza preoccupazioni. Microduck sa camminare, sedersi, accovacciarsi e, soprattutto, rialzarsi da solo dopo ogni tipo di caduta. Tutto questo lo rende perfetto per testare algoritmi complessi legati al movimento e al recupero fisico.
Microduck non è pensato per chiacchierare o interagire con le persone, a differenza di Reachy Mini, suo “fratello” dedicato all’interazione da scrivania. Qui l’obiettivo è un altro: sperimentare il movimento in ambienti reali, imparando dagli errori. Cadute e tentativi sbagliati non sono un problema, ma parte essenziale del processo di apprendimento per rinforzo, che permette al robot di migliorare passo dopo passo.
Pollen Robotics è riuscita a insegnargli anche a camminare sui pattini, un traguardo non da poco vista la difficoltà di mantenere l’equilibrio su superfici instabili. Questa dimostrazione apre la strada a nuovi studi su robot capaci di muoversi in contesti complessi e variabili. Grazie ai sensori visivi e di movimento integrati, Microduck può reagire agli stimoli esterni, adattando in tempo reale i suoi movimenti e migliorandone la precisione.
Microduck si accende e funziona senza bisogno di scrivere codice subito. Arriva con una serie di comportamenti già programmati, che si possono comandare tramite gamepad, un’interfaccia intuitiva e alla portata di tutti. Tra le azioni disponibili ci sono camminare, sedersi e seguire un puntatore laser, modi semplici ed efficaci per testare come il robot interagisce con comandi esterni e con l’ambiente.
Questa facilità d’uso rende Microduck accessibile anche a chi non è un esperto di programmazione, accelerando così la sperimentazione. Inoltre, il robot può rispondere da solo agli stimoli intorno a lui, compiere movimenti predefiniti e adattarsi rapidamente a situazioni come il recupero dopo una caduta improvvisa. Tutto questo lo rende una piattaforma ideale per sviluppare soluzioni avanzate di robotica autonoma e un vero e proprio laboratorio mobile di intelligenza artificiale nel mondo fisico.
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