Mantenimento figli, l’assegno cresce con l’età dei minori?

Mantenimento figli, le possibilità di adeguamento del contributo economico destinato alle necessità della prole.

mamma e figlio tristi, pochi soldi
Assegno di mantenimento, importo erogato muta? (codiciateco.it)

L’assegno di mantenimento è il contributo mensile che uno dei due genitori, separati o divorziati, versa all’altro per aiutare nel sostentamento giornaliero dei figli, per il soddisfacimento delle loro necessità e dei bisogni, mantenendo così un tenore di vita pari a quello avuto prima delle sentenza di separazione o divorzio. Questa disposizione è prevista dal Codice Civile e definisce un principio importante per la tutela dei diritti della prole anche in caso di separazione o divorzio dei genitori.

L’importo della somma da versare può essere determinato di comune accordo dai genitori e poi confermato dal giudice. Oppure è l’autorità giudiziaria a decidere in caso di mancato accordo tra le parti. Chiaramente l’entità del mantenimento varia a seconda del tempo trascorso con i figli dal genitore tenuto al versamento e dalla situazione economica di ambedue i genitori. Il mantenimento vale per i minori e per i maggiorenni non ancora in grado sostenersi.

Assegno di mantenimento, cambia con il tempo?

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Il tribunale stabilisce le variazioni dell’assegno di mantenimento (codiciateco.it)

È facile immaginare la situazione nella quale il mantenimento sia stabilito in un momento preciso della vita della prole e sia commisurato alle esigenze e bisogni vissuti. Ma cosa succede con la crescita dei figli? Le necessità cambiano e anche le spese da affrontare sono diverse. Prima osservazione da fare è che l’assegno di mantenimento cambia con le variazioni ISTAT del costo della vita e al mutamento importante delle condizioni economiche di ambedue i genitori.

Gli elementi che determinano i cambiamenti dell’importo sono quindi le variazioni economiche della situazione dei genitori (in meglio come in peggio); la creazione di una nuova famiglia per uno o ambedue i genitori; le esigenze maggiori dei figli. Ogni mutamento in aumento o diminuzione dell’assegno di mantenimento necessita dell’intervento del giudice (procedura prevista per il cambiamento delle condizioni di divorzio o separazione).

Secondo la Corte di Cassazione l’importo del contributo mensile per il figlio minorenne deve rispettare un principio di proporzionalità, basato sul confronto dei redditi dei genitori e considerando i  bisogni attuali del figlio e il suo tenore di vita. Per i giudici dell’Alta Corte è chiaro che le esigenze della prole aumentano con la crescita. L’educazione, l’assistenza, la cura del figlio sono maggiori con la crescita e non sono del tutto risolte con il versamento delle spese straordinarie.

Questa condizione richiede quindi un adeguamento dell’assegno di mantenimento che tenga conto delle mutate condizioni ed esigenze della prole. Quindi per rispondere alla domanda iniziale, sì alla crescita dei figli corrisponde un aumento dell’assegno di mantenimento, se non intervengono particolari problemi che fanno comunque verificati in sede di Tribunale.

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