Economia

L’Agenzia delle Entrate sta per pignorare tutti questi conti correnti: chi rischia

L’Agenzia delle Entrate non fa più sconti e ha deciso di iniziare a pignorare i conti correnti dei debitori, chi rischia di più.

uomo disperato pignoramento – codiciateco.it

L’Agenzia delle Entrate a volte agisce in sordina, ma agisce. Quindi è meglio non sottovalutare la potenza del suo lavoro perché ci si potrebbe svegliare una mattina e ritrovarsi con il conto corrente bloccato. Nessun movimento possibile, niente contanti da prelevare e la vita che cambia all’improvviso. Ma per vivere un incubo simile occorre avere debiti importanti con il fisco. La parola d’ordine è: non sottovalutate mai il problema, l’ignoranza o la sufficienza non sono ammesse quando si tratta di debiti.

Certo, ci sono anche eccezioni alla regola e non tutti i conti possono essere pignorati per intero, ma è meglio agire prima di ogni decisione dell’Agenzia delle Entrate perché i contribuenti hanno gli strumenti per salvarsi dalla extrema ratio. Vediamo chi rischia di più la scure del fisco e come difendersi per non perdere tutto.

L’Agenzia delle Entrate non fa più sconti: chi rischia il pignoramento del conto corrente

conto corrente bloccato – codiciateco.it

Rischiano un po’ tutti coloro che hanno debiti con il fisco, a partire dai contribuenti che hanno imposte non versate, multe o sanzioni non pagate. Rischiano poi i titolari di azienda o le persone giuridiche se hanno debiti come l’IVA non pagata, imposte sul reddito delle società, contributi previdenziali non versati. Nessuno sconto anche agli autonomi e ai liberi professionisti, come avvocati, commercialisti, medici, e in generale tutti quelli che hanno Partita Iva e non hanno pagato le imposte dovute al fisco.

L’Agenzia delle Entrate può arrivare a pignorare fino al 100% dei fondi presenti sul conto del debitore, fino a raggiungere l’entità del debito. Ma ci sono eccezioni che in parte salvano i contribuenti meno abbienti e parliamo di lavoratori dipendenti e pensionati. Secondo la Legge, infatti, una parte dello stipendio di un lavoratore dipendente è esente dal pignoramento.Parliamo della cessione del quinto per la quale solo una quota della busta paga (il 20%) può essere pignorata. La stessa regola vale per le pensioni.

Prima di procedere al pignoramento, l’Agenzia delle Entrate deve notificare il debito e concedere il tempo necessario per regolarizzare la situazione o presentare ricorsi. Nel caso vi abbiano bloccato il conto corrente perché pignorato, lo sblocco di un conto corrente pignorato in alcuni casi si può richiedere. L’Agenzia delle Entrate è obbligata a notificare il pignoramento al titolare del conto, e la stessa notifica include l’importo del debito fiscale e le istruzioni su come procedere per regolarizzare la situazione. In alcuni casi, si può negoziare un piano di rateizzazione con l’Agenzia delle Entrate per saldare il debito. Se viene raggiunto un accordo, l’Agenzia potrebbe sospendere il pignoramento e una volta saldato il debito o ufficializzato un piano di rientro, sarà la banca a procedere, rimuovendo il pignoramento rendendo così nuovamente disponibili i fondi sul conto.

Rinaldo Ricci

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