Roberto Gualtieri, sindaco di Roma, è salito sul palco di Maker Faire Rome 2026 con uno smartphone in mano, catturando subito l’attenzione. Sullo schermo c’era Julia 3.0, l’ultima intelligenza artificiale sviluppata dalla Capitale. Non è più solo un assistente virtuale che risponde a domande banali: questa volta Julia entra davvero nel cuore della pubblica amministrazione, permettendo ai cittadini di interagire con i servizi pubblici in modo diretto e immediato. Una dimostrazione semplice, ma potente, che segna un vero salto tecnologico e funzionale per la città.
Da assistente virtuale a sportello digitale: la rivoluzione di Julia 3.0
Julia cambia pelle rispetto al passato. Se prima si limitava a fornire informazioni turistiche o culturali, ora è uno strumento con cui si possono fare cose concrete. Non si tratta più solo di chiedere una risposta, ma di avviare vere e proprie procedure amministrative: richiedere certificati, gestire pratiche, ricevere risposte su misura. Un passo avanti possibile grazie all’identificazione digitale dell’utente, che apre la strada a un rapporto più diretto e sicuro con la macchina dello Stato.
La novità più importante riguarda proprio l’identità digitale. Grazie a un sistema di riconoscimento sicuro, si possono ottenere certificati anagrafici e completare pratiche che fino a poco tempo fa richiedevano la presenza fisica negli uffici o l’uso di portali complicati. Julia 3.0 fa così un balzo in avanti, trasformandosi in un vero e proprio sportello digitale sullo smartphone.
Dalla passeggiata in città al recupero dell’auto rimossa: tutte le nuove funzioni di Julia
Durante la presentazione, Gualtieri ha messo in luce alcune funzioni pratiche di Julia 3.0. Ad esempio, l’intelligenza artificiale è in grado di suggerire itinerari per passeggiate alla scoperta di Roma, un aiuto utile sia a chi vive in città sia ai turisti. L’app tiene conto di eventi, luoghi d’interesse e servizi disponibili, offrendo percorsi personalizzati e aggiornati.
Ma non mancano nemmeno funzioni più pratiche, come la verifica dello stato delle auto rimosse dal carro attrezzi. Un servizio molto apprezzato, perché evita code o telefonate agli uffici, indicando esattamente dove è stato portato il veicolo. Così si semplifica la vita e si fa chiarezza su un tema che spesso ha generato frustrazioni per i cittadini.
Con questi collegamenti diretti ai dati della pubblica amministrazione, Julia 3.0 si conferma uno strumento rapido e concreto, capace di rispondere in tempo reale a esigenze quotidiane.
Gualtieri e Julia 3.0: la tecnologia al servizio della città reale
Il momento più coinvolgente della presentazione è stato senza dubbio vedere il sindaco Gualtieri mettere in mano il proprio smartphone per mostrare Julia 3.0 in azione. Non un discorso tecnico distante, ma un racconto diretto di come l’innovazione possa entrare nella vita di tutti i giorni, facilitando la partecipazione e semplificando le pratiche.
Questa fusione tra intelligenza artificiale e sistemi di identificazione digitale rappresenta un passo importante verso la dematerializzazione dei servizi pubblici romani. Gualtieri ha sottolineato che Julia 3.0 non è solo un progresso tecnologico, ma un pezzo concreto di una città che vuole diventare sempre più smart, accessibile e inclusiva.
Maker Faire Rome 2026 si conferma così una vetrina di idee e soluzioni che possono cambiare davvero la vita in città. Julia 3.0 è il simbolo di questa spinta: un assistente che lascia da parte il ruolo di semplice informatore per entrare nella quotidianità dei cittadini con funzioni pratiche e operative.
Ora resta da vedere come questa novità influirà davvero sulla gestione dei servizi e sull’esperienza dei romani nei mesi a venire. Roma punta a farci vivere la tecnologia senza complicazioni, senza file o moduli da compilare. Il debutto di Julia 3.0 racconta di una Capitale che vuole guardare al futuro, senza dimenticare la sua storia millenaria.
