Invalidità sotto il 50%, posso avere l’assegno di inclusione?

Se la tua invalidità è al di sotto del 50% si può avere l’assegno di inclusione o si perde? Facciamo chiarezza su questo dettaglio importante. 

Importi ADI
ADI per le persone invalide (Codiciateco.it)

Fino allo scorso anno si parlava tanto di Reddito di cittadinanza, una sigla RdC che sembrava destinata a non scomparire mai. Ma chiaramente non è stato così. Dal 2024 infatti tale beneficio economico è stato soppiantato dall’assegno di inclusione, o noto anche con la sigla ADI. Nello specifico sono delle agevolazioni riconosciute a particolari categorie di soggetti sebbene i requisiti richiesti siano assolutamente differenti.

Il reddito di cittadinanza era la somma versata alle persone che si trovavano in uno stato di difficoltà economica, comprovato quindi dall’ISEE molto basso, al di sotto della soglia prevista dalla Legge. Somma tale da versare e riconoscere mensilmente per provvedere alle varie spese. La carta ADI – assegno di inclusione – invece non pretende solamente i requisiti economici, scandito da un ISEE al di sotto dei 9.360 euro. Ma anche la sussistenza di determinati requisiti; del resto come suggerisce il termine è un’agevolazione riconosciuta a quei nuclei familiari con all’interno uno o più componenti in possesso di determinati requisiti. 

Invalidità sotto il 50%; spetta l’ADI?

famiglia con neonato
Invalidità 50% ADI (Codiciateco.it)

Come già è stato più volte anticipato e detto, l’ADI spetta nel caso di sussistenza di determinati requisiti che sono fondamentalmente la presenza in famiglia di un minore di anni 18, una persona over 60, categorie di persone non abili al lavoro vista e considerata l’età. L’ADI è riconosciuta altresì alle persone che si trovano in una condizione di svantaggio ovvero che sono sottoposti a trattamenti e cure presso uno degli enti riconosciuti e certificati dalla pubblica amministrazione e infine alla persona disabile. Tutte queste categorie racchiudono persone che non possono esercitare alcuna attività lavorativa ed è per questo motivo che lo Stato  riconosce una somma mensile.

Ora, per quanto riguarda il discorso dell’invalidità ci sono delle perplessità in merito, ovvero al di sotto di quale soglia non è riconosciuta? Nello specifico la Legge è molto dettagliata e non lascia alcun dubbio; ammette infatti che con una disabilità tra il 46% ed il 66% si può accedere al sussidio in qualità di soggetti svantaggiati. Questo è quanto previsto dall’articolo 3 comma 5 del decreto del ministero del lavoro del 13 dicembre 2023 che sul punto infatti ammette e classifica come svantaggiate quelle persone che hanno una disabilità fisica, psichica e sensoriale accertata non inferiore al 46%. Persone che hanno bisogno di cure, di assistenza domiciliari integrate, semiresidenziali, supporto familiare o ancora inseriti in percorsi assistenziali integrati.

La soglia chiave

Quindi, se si tratta di persone con minorazioni psichiche e fisiche sensoriali o portatrici di handicap intellettivo, anche se si sopraggiunge una disabilità accertata quindi dal 67% in su il nucleo familiare potrà accedere all’assegno di inclusione purché ci siano pure gli altri requisiti. Tornando alla domanda principale: una persona riconosciuta invalida al di sotto del 50% può percepire l’assegno di inclusione? Se questa percentuale va dal 46% in poi la risposta è positiva. 

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