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INPS, assegno invalidità: chi lo riceve, quali requisiti sanitari e a quanto ammonta contributo

L’assegno di invalidità dell’INPS è una misura di supporto economico a tutti i soggetti invalidi che rispettino determinati requisiti: quali?

Assegno di invalidità INPS, come richiederlo e ottenerlo? (Codiciateco.it)

Tra le misure statali pensate per dare supporto ai cittadini possiamo sicuramente annoverare l’assegno di invalidità dell’INPS. Tale contributo è destinato a tutti i soggetti con disabilità che rispettino determinati requisiti di reddito. L’assegno di invalidità fa infatti parte dei benefici derivanti dall’invalidità civile, di cui vi parliamo in questo articolo.

Oltre al requisito economico, verificabile presentando la propria dichiarazione dei redditi, l’INPS ne richiede anche uno contributivo. In particolare il possesso di almeno 260 contributi settimanali (corrispondenti a 5 anni), di cui 156 (3 anni) maturati nei 5 anni precedenti alla presentazione della domanda. Ma vediamo come procedere con la domanda.

Assegno di invalidità: fanne richiesta tramite patronato

Una persona disabile con il suo accompagnatore (Codiciateco.it)

Innanzitutto abbiamo bisogno di un’adeguata documentazione sanitaria, compilata dal nostro medico di riferimento e che servirà all’INPS per verificare l’effettivo stato di disabilità parziale o totale del richiedente. L’assegno di invalidità, così come la pensione di invalidità e altri benefici, è destinato a soggetti con disabilità di almeno il 74% e fino al 99%. Per gli invalidi totali (100%) cambiano alcuni limiti relativamente al reddito.

Con la dovuta documentazione si può presentare domanda di invalidità all’INPS. Questo passaggio avviene solitamente tramite un patronato, che si occupa anche della richiesta dell’assegno di invalidità. Se le verifiche danno esito positivo da parte dell’INPS, allora il richiedente riceve l’assegno di invalidità a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

Quanto ci vuole per verificare i requisiti sanitari?

Nel caso le verifiche diano esito positivo ma richiedano più tempo del previsto (e vadano dunque a scavallare l’inizio del mese successivo), l’INPS provvederà a versare degli arretrati al soggetto avente diritto. Sulla pagina informativa dedicata a questo contributo leggiamo infatti: “Il termine ordinario per l’emanazione dei provvedimenti è stabilito in 45 giorni per la fase sanitaria e 45 per la fase concessoria“.

Sul sito dell’ente di previdenza leggiamo inoltre le seguenti informazioni relative all’ammontare dell’assegno e al limite reddituale da rispettare: “Per l’anno 2024 l’importo dell’assegno è di 333,33 euro. Il limite di reddito personale annuo è pari a 5.725,46 euro“.

Martina Di Paolantonio

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