IMU 2024, si avvicina la data del primo pagamento annuale relativo all’acconto la slitta il giorno rispetto alla solita data di riferimento: ecco i riferimenti per quest’anno
Avere una casa di proprietà è il sogno di tutti. Oggi più che mai, considerando quanto sia difficile andare avanti. E poter fronteggiare le insidie mensili senza pagare un affitto – o magari bypassando il fardello del mutuo – sarebbe l’ideale per non vivere in maniera risicata e sempre con l’apprensione di non arrivare a fine mese o giungendoci non proprio nelle migliori delle condizioni. Il problema è che più si va avanti, più diventa complicato acquistare un immobile: innanzitutto per gli stessi costi al rialzo che riguarda anche e soprattutto tale mercato, dall’altra per una burocrazia crescente con paletti e requisiti sempre crescenti.
Beato, allora, chi si ritrova con una casa già pagata o quasi o chi l’ha ricevuta in eredità da nonni o genitori. Nessuna preoccupazione da questo punto di vista, se non manutenzione ordinaria e straordinaria quando necessario. E se vi si vive all’interno e la si tiene in affitto, magari genera anche un reddito che permette di acquistarne un’altra o coprendo i soldi del proprio affitto più un plus esterno che ne viene. Insomma una condizione piacevole in cui chiunque adorerebbe ritrovarsi, anche se non tutti hanno tale fortuna.
E considerando che per molti è l’unica e unica casa, non si pagherebbe nemmeno l’IMU. A meno che non sia una casa di lusso, questa tassa scatta solo dalla seconda proprietà in poi e si paga annualmente con due pagamenti differenti: un primo, acconto, in estate; un secondo, il saldo, a finale di anno. L’Imposta Municipale Unica – questo il suo nome per intero -, introdotta nel 2012 -, equivale al calcolo moltiplicando il valore catastale dell’immobile per una determinata aliquota, il quale varia da Comune a Comune. E ormai siamo a ridosso della prima data da cerchiare.
A tal proposito, il giorno di riferimento per versare la somma dovuta è il 17 giugno: slitta di un giorno rispetto ai parametri standard poiché il 16 giugno cade di domenica e passa direttamente al primo giorno lavorativo successivo. Non sarà lo stesso invece per il secondo giro a dicembre: in questo caso, per la chiusura, bisognerà pagare entro lunedì 16 dicembre. Si tratterà dell’ultima settimana prima di Natale che cadrà quest’anno di mercoledì. Chi è tenuto a versare tale tassa, non sempre vede il periodo natalizio come un momento solo di gioia ma anche di dispendio economico considerando questa spesa gravosa che va a sommarsi alle altre dello stesso periodo.
Considerando che l’IMU riguarda però come detto non la prima casa – salvo i casi accennati -, un secondo appartamento potrebbe essere in genere non usufruito per scelta o perché non agibile. In questi casi è prevista una riduzione del 50%, così come per le case in comodato d’uso – spesso date dai genitori a figli – o se la casa è disabitata: affinché scatti quest’ultima possibilità è necessario però che in casa non vi siano contratti in essere per le forniture vitali di acqua, luce e gas. Non deve esserci proprio alcun contratto in essere. Anche solo averlo, con spese a zero o quasi, non farebbe scattare l’agevolazione.
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