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Importo sbagliato Assegno Inclusione: come controllarlo

Assegno di Inclusione con cifre caricate errate e Carte esaurite: i problemi che stanno riscontrando alcuni beneficiari

ADI Importo sbagliato – codiciateco.it

Dallo scorso 26 gennaio i beneficiari dell’Assegno di Inclusione hanno ricevuto la prima ricarica. Sono i cittadini che hanno fatto richiesta dello strumento che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 18 dicembre 2023 al 7 gennaio 2024. Chi invece ha presentato l’istanza dal giorno dopo, attraverso il sito dell’Inps o tramite i Caf-Patronato, vedranno i primi soldi a partire dal 15 febbraio prossimo. Ma spesso succede alle prime volte per qualcosa di nuovo, non sono mancati i problemi e i ritardi, che sembrano tipici della pesantezza burocratica italiana.

Schede esaurite e importi sbagliati: caos Assegno Inclusione

Fila davanti all’ufficio di Poste Italiane (foto Ansa) – codiciateco.it

I principali problemi rilevati sono due: l’assenza materiale della Carta sulla quale vengono caricati gli importi dell’Assegno e gli importi stessi, sbagliati in alcuni casi. Sul web ma non solo, i beneficiari hanno segnalato di essersi recati presso gli uffici postali e di non aver trovato le Carte prepagate dell’Assegno semplicemente perché terminate.

Forse il problema è stato causato dal fatto che ai beneficiari è stato consentito di poterla ritirare in qualsiasi ufficio postale, senza badare alla residenza. In questo modo alcuni hanno ben pensato di prendere la Carta negli uffici più piccoli, in Comuni con un numero più basso di abitanti, per evitare la fila, ma in questo modo le schede sono subito terminate.

Il secondo problema, ma non meno importante, riguarda gli importi accreditati sulla Carta rispetto a quanto indicato dall’Inps. Differenze di non poco conto e che in alcuni casi sono di centinaia di euro.

Tutto ciò si aggiunge al fatto che il passaggio dal Reddito di Cittadinanza all’Assegno di Inclusione non è stato facile visto che molti beneficiari della prima misura non sono rientrati nei paramenti (più stringenti) della seconda. Con l’AdI infatti i maggiorenni considerati abili al lavoro non vengono più conteggiati nel calcolo della soglia di reddito da rispettare per prendere l’Assegno.

Inoltre non mancano i cittadini che tramite l’area privata del sito Inps o il Caf sono andati a controllare qual è lo stato della propria domanda (qui spieghiamo come fare) e hanno scoperto che è ancora in corso un’ulteriore verifica da parte dell’Inps. Tale situazione non esclude che in vista del pagamento del 15 febbraio possa esserci un ritardo.

Per chi invece rientrerà pienamente nei requisiti e anche tutta la documentazione necessaria allegata alla domanda sarà in regola con quanto stabilito, alla fine del mese, a partire dal 27 febbraio, riceverà già il secondo accredito, relativo appunto a questo mese poiché quello del 15 è di gennaio.

 

Giuseppe Formisano

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